Martedì 22 Agosto 2017 | 14:57

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CASTEL DEL RIO

Bocconi avvelenati nel giardino di casa

Non c'è stato niente da fare per Muffin, un meticcio, e Mina di razza corsa

 Bocconi avvelenati nel giardino di casa

CASTEL DEL RIO. Che ci si trovi in città, in campagna o in collina, purtroppo non fa differenza. Il triste fenomeno dell’avvelenamento dei cani è sempre presente nel circondario. L’ultimo caso è quello avvenuto a pochi passi da Castel del Rio, dove due cani sono rimaste vittime del classico boccone fatale.

 

L’episodio è accaduto in un giardino di un’abitazione nei pressi di Osta dove abita Alessandro Balducci, con la sua compagna e un bimbo piccolo. È lo stesso Balducci a raccontare come si sono svolti i fatti. «Lunedì sono uscito per portare mio figlio all’asilo e poi sono andato a lavorare. I nostri cani stavano bene. Verso le 12 però la mia compagna ha trovato Muffin, un maschio meticcio di 3 anni e mezzo, steso a terra apparentemente privo di vita. Non se l’è sentita di avvicinarsi e mi ha chiamato al lavoro per dirmi che secondo lei il cane era morto, cosa che purtroppo era vera. Poco dopo, sulle 14, anche Mina, un cane corso femmina di 10 mesi, l’abbiamo trovata semi paralizzata e tutta tremante». Per Balducci è cominciata la corsa contro il tempo per cercare di salvare la cucciolona, dapprima recandosi a Imola dai veterinari di guardia e poi a Borgo dal veterinario di fiducia. Lì è rimasta nell’ambulatorio fino a notte fonda, ma verso le 2 purtroppo per Mina non c’era più nulla da fare.

«Ci hanno detto che c’erano tutti i sintomi di avvelenamento, anche se non si sa ancora se dovuto ad anticrittogamici o a diserbante. Abbiamo lasciato il corpo di Muffin all’Ausl di Imola che eseguirà un’autopsia, in modo da capirne di più. Per il resto abbiamo sporto denuncia ai carabinieri» ha raccontato Balducci.

A sentire i vicini, nella stessa zona c’erano già stati altri casi di avvelenamenti «ma da tempo non se ne registravano» aggiunge. «In giardino abbiamo trovato una rimanenza di zampa di leprotto, tanto pelo e alcuni brandelli di carne, forse di coniglio. Probabilmente le esche avvelenate sono state gettate dall’esterno nel nostro giardino, uccidendo i nostri cani. Dato che abbiamo un bimbo piccolo la nostra preoccupazione aumenta pensando ai rischi potenziali che potevano (o potrebbero) esserci».

È sempre difficile capire i motivi di simili gesti che, come si diceva all’inizio, accadono anche in città (si ricorderà l’escalation di avvelenamenti vicino alla chiesa di San Francesco in Pedagna, in parchi frequentati anche da bambini). «In campagna o in collina i sospetti vanno su motivi legati alla caccia o alla ricerca dei tartufi, ma non sono mai supportati da testimonianze certe - commenta la guardia ecologica Aldo Gardi -. Durante le nostre uscite, dagli abitanti ci arrivano molte voci, ma alla fine non si riesce mai ad andare oltre».

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