Sabato 01 Ottobre 2016 | 15:48

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Il ritorno dei "papa boys"

Il racconto dei ragazzi reduci dalla Giornata mondiale della gioventù

Il ritorno dei "papa boys"

IMOLA. Sono tornati a casa ieri mattina i duecento ragazzi della Diocesi di Imola che hanno partecipato alla Giornata mondiale della Gioventù di Cracovia, in Polonia. Stanchi per il lungo viaggio in pullman, però molto motivati. «Ero alla prima esperienza di Gmg», racconta Nicola Guerrini, della parrocchia del Carmine. «L’esperienza vissuta è stata unica: vedere in tutti i ragazzi gioia, entusiasmo, voglia di cambiare le cose, e un papa sempre in grado di stimolare i giovani. Mi porterò a casa alcuni silenzi e la consapevolezza che ognuno di noi può cambiare le cose».

«Ancora non immaginavo bene in che cosa consistesse veramente la Gmg», gli fa eco Paolo Valvassori, della Madonna delle Stuoie di Lugo. «Per me è stata un po’ tutta una sorpresa: l’unione in Cristo tra popoli diversi, e l’emozione trasmessa dalle parole del papa e dalla positività di tanti giovani che desiderano costruire un mondo di pace e unione. Domani e per sempre mi resterà il ricordo di un momento di crescita forte e di gioia che mi può dare la forza di proseguire il mio cammino per costruire un mondo di bene».

«Questa Gmg è stata la vera dimostrazione di quanto possa essere grande l’incontro di molte realtà che cantano e raccontano la bellezza della vita appartenuta e affidata a Dio. Una bellezza non costretta, ma cercata nella libertà messaci a disposizione», aggiunge Nicola Merlini, della parrocchia di San Francesco. «Noi due milioni di ragazzi ci siamo riuniti proprio per renderci conto che in quanto uomini veri, abbiamo oggi la possibilità, quindi il compito, di testimoniare la vita vissuta e partecipata a pieno e non affrontata seduti sul divano in una comodità statica che ci rende noiosi».

«Lo zaino non è ancora completamente disfatto e i ricordi si confondono in un turbinio di emozioni, che annebbia la mente e calma il cuore», continua Margherita Pirazzini, di Santo Spirito. «Per ora ho in mente una sola immagine in modo nitido: milioni di volti rivolti tutti nella stessa direzione, milioni di occhi con uno sguardo di gioia, milioni di mani pronte ad accogliere e milioni di bandiere che colorano il cielo danzando al ritmo dei canti, dei passi e dei desideri di giovani che credono nella speranza».

«Sono molto contento di questa esperienza», sintetizza don Samuele Nannuzzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile. «Passato dall’altra parte (non più semplice partecipante ma anche responsabile), pensavo di perdermi qualcosa, invece la ricchezza e il dono di Dio sono sempre grandi».

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