Martedì 27 Settembre 2016 | 12:25

LA SCOMPARSA DEL DJ

Addio a "Pluto" Franco Boni

Tra i fondatori di Radio Logica e pioniere delle emittenti locali, stroncato da una malattia a 68 anni

Addio a "Pluto" Franco Boni

IMOLA. In programma nella chiesa di Pontesanto, questa mattina, il funerale di Franco Boni, in arte “Pluto”, fra i fondatori di Radio Logica - a fianco di Francesco Bellomo, Sauro Malavolti e Domenico Visani - e storico speaker dell’emittente di Imola, scomparso martedì scorso, all’età di sessantotto anni, a seguito di una lunga malattia.

Ex impiegato comunale, per diversi anni è stato il custode del palazzetto di via Volta, e anche in pensione non ha voluto smettere di impegnarsi, come volontario in biblioteca.

«Una gran persona», lo ricorda la figlia Beatrice, anche ex dipendente di Radio Logica. «Potrei raccontare mille cose. Per me era il punto di riferimento».

«Franco è stata una fra le persone che ha scritto la storia delle emittenti locali, uno dei capisaldi. Era veramente appassionato, come lo eravamo tutti negli anni della nascita delle radio libere», racconta Alessandra Giovannini, ex giornalista dell’emittente, di cui ha raccontato la storia nel libro Radio Tele ricordi, e conduttrice della celebre trasmissione Microfono aperto.

«Abbiamo trascorso molti anni assieme. Lo stimavo molto. Abbiamo fatto molte cose e abbiamo lavorato sempre bene insieme».

«Il primo ricordo che ho di Franco è di lui nella vecchia sede dell’emittente nel Centro cittadino (prima del trasferimento in via Pasquala, ndr), dietro al mixer, pronto per la diretta della trasmissione della domenica (L’angolino di Pluto, ndr) e per rispondere alle telefonate degli ascoltatori che chiamavano per i giochi a premi», aggiunge Roberto Grementieri, consigliere comunale del Partito democratico, che per Radio Logica si è occupato di sport.

«C’erano un sacco di affezionati da Palazzuolo, e in palio c’erano premi anche molto importanti, come una Fiat 126» a fianco della quale Franco Boni è fotografato nel libro. «E’ una persona che alla sua passione e alla radio ha dato il cuore. La memoria storica di una maniera di fare radio che oramai non esiste più. C’era sempre per tutti e credeva nelle persone, le spronava».

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