Domenica 04 Dicembre 2016 | 02:58

IL SALUTO

Fondazione Cassa: il saluto di Santi

Dopo 15 anni passati alla guida di palazzo Sersanti si congeda con una lettera

Fondazione Cassa: il saluto di Santi

IMOLA. Si avvicina l’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che porterà alla designazione di un nuovo presidente e alla conclusione del mandato di Sergio Santi alla guida di palazzo Sersanti. Quindici anni di impegno che il presidente uscente sintetizza in una lettera inviata a tutti i soci.

«Non è mia intenzione riassumere quanto è stato fatto, né tantomeno raccontare le difficoltà quotidiane, come le altre di carattere più generale, che hanno segnato in profondità gli anni della crisi internazionale, evidentemente non prive di conseguenze, per quanto fortunatamente ridotte, anche per una realtà come la nostra», specifica, però, Santi, preferendo rivendicare che «nell’affrontarle con impegno costante abbiamo sempre avuto come obiettivo di riferimento l’esigenza di far sì che la Fondazione rappresentasse una concreta possibilità per tutti gli imolesi».

In primo luogo «una possibilità economica, ma anche e soprattutto un’occasione di confronto e di ascolto che è riuscita a radicarsi in profondità nel tessuto cittadino, rispondendo a una molteplicità di esigenze piccole e grandi, sempre attenta a perseguire un concreto miglioramento della vita collettiva e individuale». Il pensiero di Santi va all’istituzione del Centro Alzheimer “Casa Cassiano-Tozzoli”, allo sviluppo dei nuovi corsi di laurea nelle sedi di palazzo Vespignani e di palazzo Dal Pero, alla disponibilità di villa Bubani come sede per il volontariato, alle centinaia di defibrillatori forniti alle scuole e alle palestre, agli atlanti e ai dizionari donati ogni anno agli studenti, e ai pulmini e ai mezzi di trasporto messi a disposizione per i giovani sportivi e gli anziani in difficoltà.

Il presidente uscente parla, poi, di «una possibilità culturale, che ha consentito l’acquisizione, da parte dell’intera comunità, di maggiore condivisione sui temi della solidarietà e della civile convivenza» e, infine, di «una possibilità sociale tale da permettere una crescita e una facilitazione del dialogo tra i diversi settori della comunità, rendendoli tutti partecipi di un condiviso progetto di miglioramento».

Un insieme di «valori che vanno ben al di là dei pur cospicui e indispensabili contribuiti economici che abbiamo sempre tenuto a garantire. Non c’è quasi zona, o associazione, del nostro territorio che non riporti a un intervento della Fondazione», conclude Santi. «Siamo certi che questi principi, divenuti in tal modo patrimonio di tutti, resteranno sicuramente alla base del futuro cammino che, al di là del mutarsi degli uomini, sta per iniziarsi».

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