Sabato 03 Dicembre 2016 | 16:37

SPENGING REVIEW

L'Ausl "taglia" l'acqua ai pazienti: avranno solo mezzo litro al giorno

Dal 1 febbraio durante i pasti si passerà da una bottiglia giornaliera a mezza. In vista anche un taglio alla mensa per gli operatori

L'Ausl "taglia" l'acqua ai pazienti: avranno solo mezzo litro al giorno

IMOLA. L’Ausl taglia le spese attraverso una revisione dei contratti per beni e servizi. Dal 1 febbraio ai pazienti non verrà più offerta la bottiglia da un litro di acqua per i pasti, ma solo da mezzo litro.

L’art. 9 ter del decreto legge 78/2015, convertito nella Legge 125/2015 dell’agosto scorso imponeva alle amministrazioni sanitarie di attivarsi per proporre ai fornitori una rinegoziazione  dei contratti in essere che riducesse i prezzi unitari di fornitura e i volumi di acquisto, al fine di conseguire un risparmio complessivo di spesa del 5% annuo.

L’Azienda Usl di Imola, unitamente alle altre aziende sanitarie di Area Vasta, ha quindi avviato le procedure di rinegoziazione, in particolare con rimodulazioni dei servizi di supporto che non hanno impatto sull’assistenza sanitaria, ottenendo una previsione di riduzione annua della spesa significativa, di circa 150mila euro. Il cambiamento più significativo per i cittadini ricoverati riguarda appunto l’offerta di acqua in bottiglia ai pasti, che passa dalla consueta dotazione giornaliera di 1 litro a quella di mezzo litro, che sarà consegnato con il vassoio del pranzo. Una scelta che, secondo l’Ausl, risulta di basso impatto considerando che molto spesso i pazienti ricoverati non utilizzavano completamente la dotazione giornaliera. In ogni caso, per i primi mesi dall’attivazione della nuova modalità, i reparti saranno dotati di una fornitura extra di acqua per garantirla al bisogno a chi ne facesse richiesta.

Per quanto riguarda gli operatori interni non si sono operate scelte di riduzione delle portate ma è in fase di valutazione la chiusura del servizio di mensa interno dell’ospedale S. Maria della Scaletta (fino ad oggi aperto 365 giorni l’anno) nelle giornate di festività (13 in totale) in cui il servizio è utilizzato da un numero molto limitato di operatori. Considerando quest’ultima opzione, l’operazione nel suo complesso garantirebbe nel 2016 un risparmio di circa 35mila euro.

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