Martedì 27 Settembre 2016 | 22:37

LA PROTESTA

Discarica, in 500 per dire no all'ampliamento

Massiccia adesione alla marcia di protesta promossa dalle associazioni ambientaliste

Discarica, in 500 per dire no all'ampliamento

Foto Mauro Monti

IMOLA. Quattro-cinquecento persone in marcia per dire “no” al progetto di ampliamento della discarica “Tre monti” di Imola. Ad aprire il corteo che dal piazzale della Rocca sforzesca percorre le vie Fratelli Bandiera ed Emilia fino a raggiungere piazza Caduti per la libertà sono lo striscione “No discarica, la salute non si vende”, i due cartelli “Manca, non ci Rab-bonirai” e “Basta al conflitto di interessi di Hera”, ma soprattutto le due marionette che raffigurano il primo cittadino e l’assessore all’Ambiente Davide Tronconi, che rimandano a un altro cartello, “Un comune di burattini che ci prende per cretini”, qualche metro più indietro.

Le uniche insegne che si notano nella prima parte del serpentone sono le pettorine gialle di Legambiente, e le sole bandiere che sventolano sono quelle dell’associazione “Panda Imola” e dei forum dei movimenti per l’acqua pubblica e “Salviamo il paesaggio”.

Le bandiere dei gruppi, dei movimenti e dei partiti politici che hanno deciso di aderire alla marcia (Forza Italia, Insieme si vince, la Lega Nord, il Movimento 5 stelle e Rifondazione comunista) vengono invitate a chiudere il corteo, per far risaltare che la manifestazione «è assolutamente apartitica», come tiene a sottolineare Alfredo Sambinello, ex presidente di Legambiente Imola - Medicina, a nome di tutti coloro che l’hanno organizzata. E questa decisione contribuisce a troncare sul nascere un po’ di malumore di qualche cittadino.

Al ritmo della Canzone delle osterie, opportunamente reinterpretata in chiave imolese, sfilano anche altri cartelli: a quelli già visti nel corso dell’assemblea pubblica all’autodromo si affiancano “Vorrei un sindaco capace di pensare ai propri cittadini”, “Vorrei un sindaco che abbia il coraggio di chiedere che cosa pensano i suoi cittadini”, “Se noi siamo stati uno spettacolo indegno, figuratevi voi”, e un colorato “Che ne dite di pensare anche a noi?”, portato da un gruppo di bambini. «Vogliamo dire basta alla discarica, perché inquina l’aria della nostra città e di quelle vicine», aggiungeranno più tardi dal palco improvvisato in centro.

Ed è proprio da qui che partono le critiche più pesanti in direzione dell’Amministrazione, ma non esclusivamente. «Qualcuno faccia sapere al sindaco che il Rab esiste già, ed è questo comitato, composto da associazioni con cui si deve confrontare e non da figure appositamente collocate da lui», comincia Sambinello. «Dispiace notare l’assenza di due dei tre sindacati confederali (Cgil e Cisl, ndr), che sembrano tutelare i pochi a scapito dei tanti. Evidentemente, in questa città il collateralismo al potere paga ancora», e punta il dito contro «una loro ex rappresentante che siede in Giunta (l’assessore Elisabetta Marchetti, ex segretaria della CgIl, ndr)». Infine, «grave, gravissima, l’assenza dei rappresentanti degli agricoltori».

«E’ necessario separare l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti da quella che ne gestisce lo smaltimento», aggiunge Alessandro Marchetti, referente per Imola e il circondario del forum “Salviamo il paesaggio”. «Questo conflitto di interessi non è sostenibile».

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