Giovedì 29 Settembre 2016 | 12:09

LO STABILIMENTO E' IN FASE DI SMANTELLAMENTO

Nube tossica, allarme in Valconca

La Protezione civile: finestre chiuse sconsigliato il consumo di ortaggi raccolti nei campi

Nube tossica, allarme in Valconca

VALCONCA. La Valconca “assediata” da una nube di fumo sprigionata da un incendio in un deposito di Sassofeltrio. Bruciano scarti di pneumatici e materiali ferrosi, scattati i controlli dell’Arpa per i rischi di inquinamento nell’aria. «I cittadini tengano le finestre chiuse e non consumino ortaggi raccolti nei campi» ha chiesto la Protezione civile.

 

L’allarme è scattato martedì intorno alle 18. Dal deposito dello stabilimento Eco-Pfu di Sassofeltrio, azienda fallita tre anni fa, che si occupava del recupero di materiali plastici, pneumatici e rottami ferrosi, è divampato un rogo, originato, a quanto pare, da cause accidentali durante le operazioni di bonifica del sito. Sul posto, nel territorio confinante di Pesaro-Urbino, sono intervenuti i vigili del fuoco di Pesaro, con il supporto dei colleghi di Rimini. E ieri sera erano ancora lì per contenere il rogo, con lingue di fuoco comunque modeste, senza pericolo che si propagassero. Ma i timori delle autorità e delle amministrazioni comunali, hanno riguardato quella densa colonna di fumo che dallo stabilimento si è alzata, spingendosi fino alla Valconca e alla riviera romagnola (ieri la nube era visibile da Rimini). «E’ stato segnalato che l’odore forte si è sentito anche in alcune zone di Riccione"» afferma il sindaco di Gemmano e responsabile della Protezione civile della Valconca Riziero Santi. La preoccupazione è legata ai materiali che l’incendio ha sprigionato nell’aria, considerata l’attività che veniva svolta in quella sede. «Erano appena iniziati gli ultimi lavori di bonifica dello stabile – spiega il sindaco di Sassofeltrio Francesco Formoso – dovevano essere rimossi più che altro scarti delle lavorazioni e reti ferrose. L’impresa lavorava con mezzi e pale meccaniche. E’ possibile che, nel contatto con il ferro, sia scattata qualche scintilla. Ma escludiamo origini dolose». Ieri sono arrivati sul posto i tecnici dell’Arpa, che hanno svolto delle analisi. Risultati ufficiali su un’eventuale presenza di inquinanti liberati nell’aria non c’erano, ma sia il sindaco di Sassofeltrio, sia dall’Ufficio Ambiente di Rimini, è stato espresso, seppur con cautela, ottimismo, per il fatto che dal deposito i materiali più pericolosi, come i pneumatici, erano già stati rimossi. La Protezione civile della Valconca, insieme alla Provincia, ha «concordato un piano di comunicazione sulle modalità di precuazione per i cittadini», riferisce Santi. «Tenere le finestre chiuse ed evitare di consumare gli ortaggi raccolti nei campi, o al massimo lavarli molto, ma molto bene», informa il dirigente dell’ufficio Ambiente della Provincia di Rimini Massimo Venturelli. Il Comune della Valconca più vicino in linea d’aria a Sassofeltrio, è Montescudo: «Mi sono tenuto in contatto continuo con la Protezione civile del territorio. Al di là della nube di fumo, non sono stati segnalati problemi particolari – ha detto ieri sera il sindaco di Montescudo Ruggero Gozzi - per questo non abbiamo emesso ordinanze, vedremo come si evolverà la situazione domani (oggi, ndr)».

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