ELEZIONI A RIMINI

Barboni: «Con me in campo, come per magia la vecchia Forza Italia si è messa a correre»

Il medico: «Sono a disposizione, rappresento il territorio, al di là dei colori e del partito. Se il sindaco di Rimini, come tutti gli altri, ha bisogno io ci sono»

di MARCO LETTA

06/03/2018 - 12:41

Barboni: «Con me in campo, come per magia la vecchia Forza Italia si è messa a correre»

Antonio Barboni

RIMINI. È stato candidato praticamente al fotofinish, un giorno prima che chiudessero le liste. Oggi è un senatore di Forza Italia, dopo praticamente una vita passata in consiglio comunale sui banchi dell’opposizione. Sempre fedele a Silvio Berlusconi.

Antonio Barboni, ma se l’aspettava?

«Quando sono partito, i sondaggi mi davano sotto di quattro punti e mezzo. Il seggio era quindi contendibile, ma la vittoria era tutta da costruire. Molto dipende dal trend nazionale, ma anche dalla nostra organizzazione, siamo riusciti a risvegliare il vecchio entusiasmo del partito. Poi è vero, nessuno si immaginava un successo così grande».

Qual è il suo merito più evidente?

«Nel momento in cui hanno scelto me, come per magia tutta la vecchia Forza Italia si è messa correre».

Lei ed Elena Raffaelli sostituite i due parlamentari del centro sinistra, quelli su cui i sindaci contavano per sentirsi rappresentati a Roma. Andrea Gnassi lo ha detto più volte, anche se la critica di prendere i voti e scappare era dedicata a Giulia Sarti. Lei come si comporterà?

«Sono a disposizione, rappresento il territorio, al di là dei colori e del partito. Se il sindaco di Rimini, come tutti gli altri, ha bisogno io ci sono, come quando ero in consiglio comunale».

Lei è in pensione dall’Aeronautica e medico. La vita le si complica.

«Continuerò a fare il medico, compatibilmente con gli impegni parlamentari».

Salvini ha superato Berlusconi.

«Nell’ambito dei bisogni e delle esigenze delle persone, è passato il messaggio più duro e netto. Oggi il nostro compito è dare risposte a quei problemi».

Quali?

«La sicurezza, l’immigrazione. La gente ha paura. Pensiamo a quella ragazza uccisa a Macerata. Due delle persone accusate, in Italia non ci doveva stare».

Salvini è sempre molto critico con l’Europa. Lei come si pone?

«Penso a un diverso ruolo dell’Italia, che non vuole dire uscire. Se l’Italia supera il tre per cento viene rimproverata, altri possono arrivare al sei o al nove e non succede nulla».

Direttiva Bolkestein, i bagnini vi attenderanno al varco.

«Vanno bene le direttive europee, ma noi abbiamo le nostre specificità. In Spagna fanno in un modo, in Portogallo in un altro. In Italia serve il doppio binario: proroga per le concessioni già in essere, aste eventualmente per le nuove. La Bolkestein parla di servizi e i beni demaniali non sono servizi, possono essere gestiti con una legge nazionale. Tutto questo può essere ottenuto con un governo che va in Europa a battere i pugni».

Lei ha vinto, il Pd e Tiziano Arlotti hanno perso.

«Se posso, il Pd ha bisogno di recuperare la politica sul territorio. Ho frequentato le Feste dell’Unità, la passione della gente si è via via affievolita. Arlotti ha fatto benissimo, è una gran persona, ha pagato il vento nazionale, infatti anche il risultato di Pizzolante non è dissimile».

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