Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:26

Caso sospetto a Monte Cieco

Dieci lupi sulla provinciale in Valconca

A Montefiore un branco spaventa un ragazzino alla fermata del bus: potrebbe trattarsi dello stesso avvistato durante l'estate

Dieci lupi sulla provinciale in Valconca

I lupi quando erano cuccioli

RIMINI. Un branco composto da dieci lupi a spasso sulla provinciale a Montefiore Conca e un lupo per ora solamente presunto - potrebbe trattarsi di un cane lupo cecoslovacco - intento a mangiare tra i rifiuti di fronte a una casa di via Monte Cieco a Rimini. Il momento è particolare per il grande predatore dell’Appennino. Specie protetta eppure temuta, addirittura odiata al punto di arrivare al macabro ritrovamento di un esemplare di due anni appeso sabato scorso alla fermata del bus a Ospedaletto di Coriano.

Dieci lupi a spasso

Mercoledì mattina sono le sette e mezza circa quando un ragazzino attende l’autobus alla fermata di San Gaudenzo, frazione di Montefiore Conca, per andare a scuola. Si gira da una parte e resta pietrificato: di fronte a lui sfila una decina di lupi. Bloccato dalla paura riesce a notare quattro adulti e sei cuccioloni. Chiama subito il padre, a Montefiore la voce gira in fretta e arriva a un gruppo di cacciatori intenti a organizzare una battuta al cinghiale. «Eravamo stati avvisati – racconta il capocaccia Giorgio Palazzi – ma non avremmo mai immaginato di ritrovarceli di fronte». Durante la battuta i cacciatori hanno organizzato un accerchiamento provocando la fuga dei lupi. «Ne abbiamo visti sette con i nostri occhi. I cuccioli avranno avuto sei o sette mesi». Facendo un rapido calcolo viene facile ipotizzare che il branco avvistato mercoledì a Montefiore sia lo stesso notato a poca distanza durante lo scorso luglio, quando infatti si trattava di cuccioli di circa due mesi: semplicemente, sono cresciuti. «Paura? Avevo in mano i fucili – argomenta il cacciatore – comunque non hanno mostrato alcuna aggressività, neppure rispetto ai nostri cani». Inevitabilmente la caccia al cinghiale non ha portato risultati. «Loro sì devono avere avuto paura e infatti non ne abbiamo presi».

Il lupo e i rifiuti

L’altro avvistamento risale alle dieci e un quarto di ieri, quando il vigile del fuoco appassionato di mountain bike, Isidoro Alfano si è ritrovato di fronte a un grosso lupo lungo via Monte Cieco, nella campagna riminese. «Sono arrivato a circa trenta metri di distanza e poi mi sono bloccato – racconta Alfano, 46 anni, componente dei Sbubbikers –. Stava mangiando delle ossa dai rifiuti di una casa. Non appena accennavo a muovermi cominciava a ringhiare». Il vigile del fuoco ha girato un video che in fretta ha fatto il giro delle pagine social. «Dopo un po’ di tempo ho trovato il coraggio di allontanarmi camminando molto piano e tenendo sempre lo sguardo sulla bestia: avevo il timore che mi caricasse. Ho mostrato il video a delle guardie ecozoologiche e mi hanno confermato che si tratta di un lupo». Altri esperti sentiti dal Corriere Romagna non confermano però questa impressione. La stazza dell’animale - «leggermente più piccolo di un maremmano», secondo il racconto di Alfano, e il comportamento - per nulla schivo rispetto all’uomo -, oltre che le sembianze, fanno propendere per un esemplare di cane lupo cecoslovacco. Un lupo non sarebbe rimasto a mangiare in presenza di un uomo.

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