Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:32

IL 15 APRE FICO

Anche la Romagna protagonista nella Fabbrica italiana contadina

Anteprima per la stampa ieri della Disneyland del cibo nata alle porte di Bologna dall'idea di Andrea Segrè e dalle tasche di Oscar Farinetti

Anche la Romagna protagonista nella Fabbrica italiana contadina

Foto Mauro Monti

BOLOGNA. «Vi raccontiamo il cibo nella maniera più banale e più originale: dall’inizio anziché dalla fine come succede di solito». Fico, l’ attesissima Fabbrica italiana contadina alle porte di Bologna, nata dall’idea di Andrea Segrè, professore di Agraria dell’Università di Bologna e dalle tasche di Oscar Farinetti, che così lo descrive, e di altri 25 investitori, farà questo dal 15 novembre prossimo, giorno di apertura al mondo. Ieri hanno fatto il loro giro tv e giornali di tutto il mondo, più qualche ospite speciale, fra cui, Joe Bastianich, Gianna Nannini, Vittorio Sgarbi.

I numeri di Fico

Ieri in anteprima il “parco giochi del cibo”, perché sempre Farinetti lo dice apertamente di aver «copiato un bel po’ da Disneyland», si è mostrato per tutti i suoi 100.000 metri quadrati progettati dall’architetto Thomas Bartoli. In cifre: 2 ettari (la grandezza media di un’azienda agricola italiana) di campi e stalle all’aria aperta, con 200 animali e 2.000 cultivar di frutta, ulivi, viti, per raccontare la biodiversità e come nasce quello che mangiamo. Poi: 8 ettari coperti con 40 fabbriche di prodotti alimentari in funzione (il frantoio, il caseificio, il forno, il pastificio, la cantina) che producono anche con ciò che viene coltivato intorno, etichettato Fico, e che si potrà acquistare solo lì. Poi 40 luoghi di ristoro, fra cucine stellate e chioschi, bar e cibo di strada. Ovviamente c’è il mercato, e la spesa si può fare anche in bicicletta: 9.000 metri quadrati di botteghe di prodotti alimentari e design. Ma ci sono anche le aree dedicate al tempo libero, libri e sport, e qui ci mette a firma la Romagna con il Fantini club di Cervia. Battezzato ieri con la conferenza stampa internazionale, il centro congressi modulabile da 50 a 1000 persone. Un migliaio le persone che ci lavorano, 120 le imprese.

Educazione e cultura del cibo

«Ci hanno detto che abbiamo esagerato a dire che vogliamo portare sei milioni di persone, ma noi ci proviamo, e pensiamo in grande – ha detto ancora Farinetti – e ci porteremo anche 300mila bambini e ragazzi per far capire loro che fortuna hanno avuto a nascere in un paese come l’Italia». Per riempire di contenuti la grande “giostra” di Fico lavorano quattro Università: Bologna, Trento, Napoli, e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Le scolaresche, ma anche i turisti, avranno a disposizione 6 aule didattiche e le 6 grandi “giostre” educative, multimediali, avveniristiche e suggestive che raccontano: il fuoco, la terra, il mare, gli animali, le bevande e il futuro. Qui si può piantare un seme, scaricare un codice e da dovunque ci si trovi veder crescere la propria piantina e ricordarsi da dove viene il cibo che si mangia.

I romagnoli nel cuore di Fico

C’è una fetta importante di Romagna agroalimentare, e non solo, in Fico. A cominciare dal gruppo Cevico che firma anche il vino ufficiale della Fabbrica italiana contadina: il Fico Bianco e il Fico Rosso, provenienti dai vigneti bio di Cevico e vinificati nelle cantine cooperative del Gruppo di Lugo. Cevico è una delle 40 “fabbriche” del parco e offrirà, degustazioni, mescita, e anche la possibilità di acquistare il vino sfuso. Dal pollaio alla cucina ci pensa Eurovo, che ha affidato la “Locanda dell’uovo” allo chef faentino Fabrizio Mantovani che utilizza per i suoi piatti gourmet le uova della linea bio “Naturelle” prodotta dell’azienda imolese. Proprio fuori dalla locanda, si possono poi vedere le galline ovaiole allevate come negli stabilimenti della linea bio aziendale e raccontare così tutta la filiera di un prodotto che tutti mangiano e magari danno troppo per scontato. E sempre a proposito di filiera avicola, a Fico c’è anche lo spazio Amadori che qui propone piatti con il proprio “pollo campese” allevato all’aperto e senza uso di antibiotici.
Due poi le firme romagnole della cucina di Fico, sono Enrico Bartolini da Milano Marittima e Guido di Rimini in due bellissimi spazi, che propongono piatti dell’Adriatico, allestiti nell’area dedicata al mare. Da Riccione arriva anche il chiosco di Fresco Piada, il prodotto emblema della Romagna. Ma emblema della Romagna è anche la spiaggia, e a Fico c’è. L’ha ricreata il Fantini club di Cervia che ha scritto la storia degli sport “da mare”. Ecco quindi riprodotto un “bagno” con tanto di campo da beach volley. Il suggerimento è chiaro: magiare bene sì, ma poi anche muoversi, per vivere davvero bene, come suggerisce anche lo spazio delle Terme del Gruppo Monti Salute presente anche a Castel San Pietro. Tutti gli impianti di Fico sono stati realizzati dall’imolese Cefla.

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