Sabato 23 Settembre 2017 | 16:29

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IL COMMENTO

Tesi, antitesi e... Boldrini

Tesi, antitesi e... Boldrini

Nel bene o nel male, non si può certo dire che la presidentessa della Camera dei deputati, Laura Boldrini, in questi giorni non faccia parlare di sè. Soprattutto dopo la sua decisione di difendersi anche legalmente dai continui attacchi che subisce. Così, mentre la gran parte dei suoi detrattori continua ad augurarle uno stupro di gruppo sui barconi dei migranti o ad accostarla ai peggiori stereotipi sessisti riferiti alle donne (vedi “troia” o “cagna”), alcuni si sono evoluti e sono passati all'insulto intellettuale: «La Boldrini non è intelligente».E' più fine, senza dubbio. Io non so se questi detrattori evoluti abbiano visionato qualche test intellettivo di Boldrini che testimoni la sua scarsa intelligenza oppure abbiano qualche attestato di “Comprovata superiorità intellettiva” che attribuisca loro il diritto di decretare la più o meno intelligenza di Boldrini. Ma tant'è! A dire il vero non mi sembrano tutti dei novelli Einstein, ma questa è un'opinione personale...
Dall'altra parte della barricata ci sono i difensori a oltranza di Boldrini. Detto sottovoce, un po' fa sempre chic difendere chi viene attaccato, a prescindere dalle ragioni, ma questo non lo ammetterà mai nessuno. La ragione vera dei difensori ad oltranza è che «Boldrini è una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessun altro».
Quindi: Boldrini Sì contro Boldrini No.
E in tutto questo scompare totalmente cosa fa o cosa dice Boldrini. Non sarebbe più facile sostenere: «Io non sono d'accordo con questa affermazione di Boldrini perchè invece la penso in quest'altro modo»? Certo, è meno efficace, meno sensazionalista, non colpisce immediatamente... manca insomma quel “doping da social” che davanti ad una tastiera ci fa sentire Onnipotenti, Onnisaccenti e (purtroppo) onnidicenti su qualsiasi argomento.
Forse nell'euforia della rottamazione, sotto l'imperativo di buttare via tutto ciò che è vecchio, abbiamo cestinato anche le “istruzioni” del dialogo e della dialettica. O forse sono solo cambiati i tempi. Quanto tempo sprecato, da Socrate ad Hegel senza andare oltre, a ragionare su tesi, antitesi e sintesi. Se avessero saputo che per confutare la tesi dell'avversario bastava dirgli: «sei una cagna», loro avrebbero risparmiato tempo ed energie, noi ci saremmo risparmiati i 4 alle interrogazioni di filosofia...

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