Gli abusivi del miele

L'allarme degli apicoltori: migliaia di api allevate tra le case, grande pericolo

Il presidente: «È una moda dilagante, con persone inesperte». Multe fino a 4mila euro

di SIMONE MASCIA

03/06/2017 - 11:06

L'allarme degli apicoltori: migliaia di api allevate tra le case, grande pericolo

L'intervento degli apicoltori

RIMINI. Decine di migliaia di api allevate nei centri abitati della provincia. «Una moda che sta prendendo purtroppo piede e contro la quale devono essere fatti dei controlli». A parlare è Angelo Dettori, il presidente dell’associazione apicoltori Rimini e Montefeltro, che in questo periodo, ovvero quello della sciamatura, deve fare fronte «ormai da qualche anno a una piaga dilagante: le persone che si improvvisano apicoltori e fanno partire degli allevamenti nei giardini, nei balconi o in qualche altro spazio non adatto». Ricordiamo che con la Legge 154/2016 sono state introdotte sanzioni specifiche per chiunque contravviene all’obbligo di denuncia della detenzione di alveari presso i Servizi veterinari competenti: si parla di multe che vanno da mille 4mila euro.

Le api regine da trovare

Nel concreto i risultati di questa moda “api in città” sono «devastanti». I professionisti del settore segnalano che gli effetti collaterali si hanno proprio in questo momento dell’anno, quando nascono le nuove api regina e le vecchie vanno via portandosi dietro dal 30 al 50 per cento delle api più anziane. A quel punto ci sono dai 15mila ai 30mila insetti che cercano una nuova sistemazione e in attesa di trovarla si posizionano per un breve periodo nei luoghi più disparati, anche nei centri cittadini: nei cassettoni delle serrande; sotto le auto parcheggiate; contro le serrande dei negozi; i cornicioni di abitazioni private o palazzi pubblici; ma anche chiese e stabilimenti balneari; oppure sulle statue, in mezzo alle piazze.

Rischio punture

L’elenco dei posti è lungo e ogni volta la procedura prevede che «i cittadini coinvolti loro malgrado dall’arrivo di queste migliaia di api chiamino i vigili del fuoco che a loro volta chiamano degli apicoltori i quali si occupano proprio del recupero degli sciami». Si tratta di «operazioni delicate e pericolose», spiega ancora Dettori, perché se è vero che «durante la sciamature le api sono più mansuete», questo stato dura 24 ore, «dopo il rischio di essere punti esiste, eccome».

Servono controlli

Non solo, rincara la dose presidente dell’associazione apicoltori Rimini e Montefeltro, «il problema riguarda anche le deiezioni che decine di migliaia di api producono in città, in strada, sui tetti, sui balconi: a livello igienico ci sono dei danni che vanno debellati». Ecco perché dall’associazione chiedono «dei controlli, le api stanno bene fuori dai centri urbani, non con allevatori improvvisati che seguono mode pericolose». E per questo intendono scrivere anche «all’amministrazione comunale, perché intervenga e monitori una situazione su cui non c’è più tempo da perdere».

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