Domenica 22 Ottobre 2017 | 23:01

PRESUNTA MAZZETTA

Chiesti 4 anni per Tiziano Marchi

L'accusa è "induzione indebita"

Chiesti 4 anni per Tiziano Marchi

RIMINI

Il processo al forlivese Tiziano Marchi, il 59enne funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cesena accusato di “induzione indebita” è alle battute finali. Nella requisitoria tenuta ieri mattina in tribunale il pm Davide Ercolani ha chiesto 4 anni di condanna e l’interdizione dai pubblici uffici. Il Collegio ha fissato la data della sentenza al 21 febbraio. La difesa di Marchi, affidata all’avvocato Max Starni, ha chiesto l’assoluzione.

Reato derubricato

In prima battuta il funzionario, assessore a Forlì dal 2004-2009, era stato accusato di concussione ma poi il reato era stato derubricato in induzione indebita. A deciderlo era stata la Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta della difesa. Il Tribunale del Riesame aveva già accettato l’istanza del legale in tal senso, derubricando il reato, ma il pubblico ministero riminese Davide Ercolani aveva fatto ricorso chiedendo sulla vicenda il pronunciamento della Suprema Corte. La decisione di quest’ultima abbassa notevolmente il carico della pena che l’ex amministratore residente a Forlimpopoli potrà rischiare al termine del processo con il rito abbreviato.

Vittima risarcita

Nel frattempo Marchi, su indicazione del proprio collegio difensivo che oltre a Max Starni vede anche il collega Massimiliano Pompignoli, ha già risarcito 4mila euro alla presunta vittima. Così come ne ha versati 9mila all’Agenzia delle Entrate, costituitasi parte civile attraverso l’avvocatura dello Stato per il danno di immagine che però l’ente ha quantificato in 300mila euro. I 9mila euro, almeno per il momento, sono stati presi come “anticipo”.

La vicenda

Marchi era stato arrestato il 22 aprile scorso dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Rimini guidati dal capitano Maurizio Petrarca dopo aver lasciato lo studio di un commercialista riminese che, come d’accordi, gli aveva consegnato, una presunta mazzetta da 5mila euro, acconto dei 10mila chiesti per non far scattare un paio di accertamenti nei confronti di un imprenditore cesenate. La consegna era stata filmata da telecamere nascoste nell’ufficio del professionista. Il diretto interessato ha sempre dichiarato di non aver estorto nulla all’imprenditore cui aveva fatto una onerosa verifica fiscale. Conosciutolo, aveva solo pensato di chiedergli un prestito per far fronte a un’improvvisa necessità finanziaria. Fino al 2009 Marchi è stato assessore al Comune di Forlì con deleghe all’organizzazione dei servizi e relazioni aziendali.

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