MIRAMARE

Maxi furto, spariti 70 televisori

Ladri in albergo approfittano delle tre settimane di chiusura

03/01/2017 - 12:20

Sul caso indagano i carabinieri ( Foto di repertorio )

RIMINI. Maxi furto all’Hotel Cupido di via Tirrenia a Miramare. Non è chiaro quando sia stato messo a segno visto che la struttura era chiusa dall’11 dicembre scorso e il gestore se ne è accorto soltanto ieri, alla riapertura. Aveva lasciato tutto in ordine e invece, a distanza di tre settimane, si è ritrovato davanti alla peggiore delle sorprese a cominciare da una finestra forzata al piano terra. Non solo i malviventi hanno infatti portato via tutti e settanta i televisori che c’erano nelle camere e nei salotti, ma hanno avuto tutto il tempo di cercare con calma qualsiasi cosa di valore. E così i ladri hanno trovato, e portato via, anche due computer portatili, tre tablet e una borsa contenente quattromila euro in contanti che il gestore, un cittadino egiziano di trentanove anni, aveva lasciato in un vecchio armadio chiuso a chiave. Lui stesso, nel denunciare il furto ai carabinieri, ha specificato che si tratta di materiali in gran parte assicurati. I militari dell’Arma sono ora al lavoro per ricostruire la dinamica e trarre le conclusioni. Non è la prima volta che nel mirino dei ladri finiscano i televisori degli alberghi durante la chiusura invernale. Spesso si tratta di colpi su commissione, ma difficilmente stavolta sarà possibile recuperare la refurtiva. Non è possibile infatti nemmeno risalire alla data nella quale gli sconosciuti sono entrati in azione (potrebbero avere agito una qualsiasi delle notti nelle quali l’hotel è rimasto privo di sorveglianza). Nessuno ha notato niente sebbene debbano avere utilizzato un furgone piuttosto capiente per trasferire i televisori in un luogo sicuro. Non ci sono telecamere dirette in grado di fornire indizi più dettagliati ed è certo che il gestore sarà ascoltato ancora per scoprire quanti erano al corrente della sua prolungata assenza. Attraverso i rilievi tecnici di rito, infine, i carabinieri hanno raccolto, specie nell’area attorno alla finestra, dove è avvenuta l’intrusione, delle impronte che potrebbero appartenere agli autori del colpo.

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