Martedì 17 Ottobre 2017 | 20:49

INTERVISTA

Marzocchi: «Resto al mio posto»

«Rischioso attaccare ora Livia Tellus»

Marzocchi: «Resto al mio posto»

Gianfranco Marzocchi

FORLÌ. Al suo posto, ovvero al vertice della holding Livia Tellus, ha intenzione di restarci, eccome. Gli attacchi, anche personali, non lo scompongono. Gianfranco Marzocchi a fare da capro espiatorio non ci sta e parla direttamente dei compensi contestati, degli impegni presi e dei progetti che nel prossimo futuro modificheranno alcuni servizi chiave per la città.

«Vorrei stroncare ogni insinuazione, che ho letto fra le righe sia della mozione della minoranza che in quella della maggioranza. I compensi non me li sono erogati da solo, sono stati decisi dai soci di Livia Tellus, i Comuni» esordisce Gianfranco Marzocchi.

Il consiglio comunale, tutto, minoranza e opposizione, la scorsa settimana aveva approvato compatt per chiedere la correzione dei compensi suoi e del consiglio di amministrazione della holding che gestisce tutte le controllate comunali, chiedendo inoltre la restituzione di quanto fin qui percepito “in più” dal luglio 2015, da quando cioè furono votati gli aumenti criticati, poi, anche dalla Corte dei conti. Le indennità passarono dai 10mila euro annui per ciascuno dei tre i componenti del cda a: 30mila di indennità di carica più 16mila di premio indennità di produzione per il presidente Marzocchi, 10mila per Marzia Casadei, la vicepresidente, e 8mila per il terzo consigliere. Dopo la richiesta netta del consiglio comunale e il parziale passo indietro del sindaco Drei che in quella sede aveva fatto sapere di voler rimodulare i compensi previo ulteriore parere tecnico, l’assemblea dei soci di Livia Tellus, ovvero i 15 Comuni dell’Unione, alla vigilia di Natale ha comunque riconfermato la sua fiducia a questo cda rinviando a gennaio la decisione finale, Intanto, dalla mensilità di novembre i compensi non vengono versati ai tre interessati, «lo abbiamo deciso noi stessi» sottolinea Marzocchi. La prossima assemblea è stata fissata per il prossimo 13 gennaio. In quella sede verrà chiarito anche a quanto ammonta quel “di più” versato, ma soprattutto i Comuni soci, letto anche il parere del consulente del Comune di Forlì atteso a giorni, diranno come procedere a calcolare l’ammontare, fermo restando che, rispetto alla eventuale restituzione lo stesso Gianfranco Marzocchi si dice già pronto a difendere i propri diritti.

Se verrà riconfermata la richiesta, già fatta dal Consiglio, di restituire la differenza quindi si opporrà?

«Prima mi devono dire come fanno a chiederla, visto che è frutto di delibere votate dai sindaci. Forse dovrebbero richiederlo, nel caso, a chi ha votato. Credo che questa richiesta aprirebbe un contenzioso che sarebbe saggio non avviare. Un conto è riallineare i compensi rispetto alle formalità di una legge controversa, e neppure troppo razionale, un conto è mettere in discussione a posteriori diritti acquisiti».

Quanto alle richieste di sue dimissioni avanzate da Lega nord e Forza Italia?

«Gli attacchi personali li ho trovati avvilenti. Ho già chiarito che non ci sono rapporti diretti fra me in quanto presidente di Livia Tellus e mio figlio in quanto socio lavoratore di For.b, non ci sono proprio rapporti diretti fra le due realtà e non credo che ci saranno in futuro. Fa male dopo una vita spesa nella cooperazione sociale, storia di cui sono orgoglioso, che qualcuno voglia insinuare che il mio operato è volto ad agevolare qualcuno. Non credo che si tratti di volontà di trasparenza, ma solo di gettare discredito sulle persone. Comunque, ben prima di questa richiesta della minoranza mi ero chiesto io stesso se continuare. Poi la fiducia rinnovata dei sindaci mi è servita come ulteriore responsabilizzazione: la società ha progetti che deve realizzare. Sono fissati da prima del 2014 quando io li ho presi in carico e ho intenzione di restare al mio posto fino alla fine del mio mandato, a giugno 2018. Parliamo di progetti che hanno la funzione di migliorare strutturalmente i servizi per i cittadini e che non sono obiettivi meramente aziendali o di una parte politica. Sono la costituzione della newco per la raccolta dei rifiuti, la riorganizzazione del trasporto pubblico, il mantenimento della Fiera, e la revisione di Forlì città solare. La maggioranza almeno dovrebbe aver chiaro questo e soprattutto dovrebbe chiedersi cosa succederebbe in città se non completassero questi processi».

Analizziamoli uno a uno i progetti in ballo, cominciando dall’ultimo che ha citato. Forlì città solare un anno fa inaugurava il campo di pannelli di Villa Selva in pompa magna con il presidente regionale a tagliare il nastro, l’opera era stata finanziata con 3 milioni di fondi pubblici. Perché ora si parla di rimetterci mano?

«Perché quell’impianto, che quando sono arrivato era pressoché fatto e su cui ho avuto fin da subito dei dubbi, è in perdita. Non produce abbastanza per coprire i propri costi e rappresenta una perdita consistente per la società. Ma c’è e dovremo trovare una soluzione per far sì che non costituisca una perdita e anzi dia qualcuno dei frutti sperati».

La società che emanciperà Forlì e altri 12 Comuni da Hera per la raccolta rifiuti a che punto è?

«Il 22 dicembre scorso Atersir ha portato in consiglio di amministrazione il nostro progetto. Attendiamo la delibera per gennaio e speriamo di poter quindi passare immediatamente alla costituzione della società a inizio anno nuovo. La nuova società inaugurerà un rapporto diretto fra amministrazione comunale e cittadini. Inoltre porterà una settantina di posti di lavoro e uno sconto in bolletta ai cittadini di circa il 20%. Se si interrompesse questo percorso sarebbe una grave perdita, fra il 2015 e il 2016 sono stati spesi circa 150mila euro per la progettazione e la redazione del piano industriale».

Anche il rilancio dei trasporti pubblici è annunciato da tempo. Qualcosa si muove?

«A gennaio nascerà la nova Agenzia unica romagnola per il trasporto. Forlì mobilità integrata (amministrata direttamente da Livia Tellus come Forlì città solare, per le due si studia la fusione, ndr) prenderà il posto che è oggi di Atr sul territorio forlivese, con la gestione della rete delle infrastrutture (pensiline, stazioni, aree sosta...). Fra le azioni che andranno appaltate nel 2017 c’è l’inserimento di un impianto a metano per il rifornimento dei bus nel deposito di via Pandolfa. Questo consentirà, con la trasformazione progressiva dei mezzi in dotazione, da gasolio a metano, di abbassare le emissioni inquinanti e anche di risparmiare sui costi, il che potrà produrre anche beneficio sulle tariffe».

Fiera: da tempo uno dei punti più sofferenti del bilancio della holding. Livia Tellus è il socio di maggioranza, cosa farà?

«Dobbiamo assolutamente garantire un futuro a questa società e questo comporterà sacrifici sul fronte patrimoniale. Occorre diluire nel tempo gli oneri finanziari e diminuire il costo degli ammortamenti, oltre che aumentare i ricavi con nuove attività. Insomma, una svalutazione patrimoniale e il sostegno finanziario saranno le tappe obbligate per traghettare il 2017».

Insomma è un momento delicato.

«Già. La politica dovrebbe comprendere che le società controllate non sono un bene di parte, ma sono un completamento della pubblica amministrazione. Faccio io una domanda: a che scopo destabilizzare ora Livia Tellus? Se come temo lo scopo fosse impedire la nascita della newco sui rifiuti tutti i forlivesi dovrebbe interrogarsi».

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