Giovedì 29 Settembre 2016 | 20:37

DIREZIONE DEL LAVORO

Perquisita la casa della direttrice

La donna è accusata di non essere intervenuta per denunciare le strane condotte dei funzionari arrestati

Perquisita la casa della direttrice

RAVENNA. Si allarga ancora la clamorosa inchiesta della procura di Ravenna sui casi di assenteismo e corruzione alla Direzione territoriale del lavoro di Ravenna. I carabinieri del reparto Operativo hanno infatti perquisito l’abitazione riminese della direttrice, finita recentemente al centro dell’indagine con l’accusa di non aver denunciato o tentato di porre un freno ad alcune gravi irregolarità che avvenivano all’interno dell’ufficio da lei diretto, seppur con un incarico pro tempore (la donna ricopre infatti un ruolo analogo alla Dtl di Rimini). Gli investigatori - coordinati dal procuratore capo Alessandro Mancini e dal sostituto Angela Scorza - si sono mossi alla ricerca di documenti e altro materiale che possa provare un chiaro coinvolgimento della funzionaria. In precedenza alla direttrice erano stati sequestrati nella sede di via Alberoni anche un tablet, il proprio computer e due cellulari: quello di servizio e quello personale. I dispositivi sono stati ora affidati a un perito informatico per estrapolare anche i dati eventualmente cancellati ritenuti interessanti ai fini dell’indagine. La procura vuole in sostanza capire quali fossero i rapporti tra la donna e i due funzionari arrestati lo scorso 10 dicembre: il 59enne responsabile dell’ufficio ispezioni, Gianfranco Ferrara e il suo sottoposto, il 43enne Massimo Siviero, entrambi accusati di aver fornito soffiate ad alcuni imprenditori della Riviera in cambio di piccoli favori, come bevute e cene gratis. Grazie a quelle informazioni gli imprenditori si sarebbero potuti mettere in regola prima delle visite di controllo degli altri ispettori in servizio a Ravenna, che erano invece all’oscuro di tutto. Il difensore della direttrice della Dtl, l’avvocato Piero Venturi - si era opposto sia al sequestro dei cellulari e dei pc di Siviero e Ferrara (ottenendo così l’accesso agli atti dell’inchiesta) sia al sequestro successivo che ha riguardato la sua assistita. L’udienza di fronte al riesame non è ancora stata fissata. Nei giorni scorsi la direttrice - tramite il suo legale - aveva intanto preannunciato l’intenzione di voler essere sentita dalla procura per chiarire al più presto la sua posizione, nel frattempo ha avanzato la richiesta di essere sollevata dall’incarico di direttrice della Dtl di Ravenna per motivi di opportunità in attesa della conclusione delle indagini. Al momento Siviero ha ottenuto gli arresti domiciliari, mentre Ferrara è ancora detenuto nel carcere di Rimini dopo il trasferimento da quello di Ravenna per una incompatibilità ambientale con altri detenuti. Oltre a loro sono indagati al momento anche altri 5 imprenditori, per quattro di loro si sta profilando l’ipotesi di una concussione.

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