Venerdì 30 Settembre 2016 | 03:30

PIRATI DEL WEB

Liceo scientifico, colpito dal virus con richiesta di "riscatto"

Decine di computer ko. Chiusura di laboratori di informatica

Liceo scientifico, colpito dal virus con richiesta di "riscatto"

Il preside Gianluca Dradi

RAVENNA. Una mail per nulla sospetta, un click e il buio improvviso e la metà dei pc del liceo scientifico finiscono fuori uso. Persi i dati nei computer della sala insegnanti, “hackerati” anche parte dei 40 in uso alle altrettanti classi; chiusi temporaneamente, anche se non colpiti, i laboratori e la sala internet. Chi ha inoculato il virus ha chiesto anche un “riscatto”: poche centinaia di euro per recuperare tutti i dati persi, ma non ci sarà bisogno di cedere, lascia intendere il preside Dradi. I tecnici sono infatti al lavoro da ieri mattina per uscire dal black out informatico, le lavagne interattive multimediali funzionano e i dati persi non sono sensibili. Ma la polizia postale mette al riparo: quella del Criptolocker, il pericoloso virus che dal 2013 sta infettando i pc di mezzo mondo, è “moda” diffusa anche in provincia. Almeno una decina le segnalazioni nell’ultimo mese a Ravenna, ma i casi sono molti di più e mai denunciati.

Alla denuncia ci sta invece pensando il preside del liceo Scientifico “Oriani” Gianluca Dradi: d’altronde, il rientro a scuola ieri mattina è stato amaro. Il virus è di quelli inviati via mail, dove basta aprire il file allegato o cliccare sul link riportato per farsi infettare l’intero sistema di rete. Ciò che più importa è che il server della segreteria, spiega il preside, non sia stato intaccato per cui tutti i dati degli studenti sono al riparo da sguardi indiscreti, ma sono comunque finiti fuori uso una quarantina di computer, tra quelli delle classi e quello in uso alla sala insegnanti. «Si tratta del più classico Criptolocker, un virus che viene iniettato via mail - spiegano dalla polizia postale di Ravenna -: di norma sono e-mail credibili, come provenienti da corriere di spedizioni o da agenzie governative. Aprendo il link o l’allegato, il virus si spande nel pc e in tutto il server a cui è collegato il computer criptando tutti i dati in possesso. Il software per decriptare i dati viene contestualmente “offerto” a pagamento. Insomma, un ricatto di norma presentato a poche centinaia di euro, in maniera tale che più persone si facciano convinte a pagare. Di casi simili, ne abbiamo tutte le settimane: nell’ultimo mese, in provincia, ci sono arrivati forse una decina di casi ma sono tanti quelli che pagano e non segnalano alla Polizia postale». Evitare il virus è quasi impossibile, ma difendersi lo è. «La mail arriverebbe comunque e comunque verrebbe normale aprirla - spiegano dalla Postale -, ma è necessario farsi un back up dei dati quotidiano e avere un antivirus. Così, al massimo si corre il rischio di perdere i dati inseriti solo nell’ultimo giorno di attività».

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