Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 21:10

LEGALITA'

Politici furbetti, la condanna degli studenti

Test per oltre cento ragazzi: fatto grave anteporre l'interesse personale a quello della collettività

Politici furbetti, la condanna degli studenti

RIMINI. Niente sconti al politico che antepone gli interessi personali a quelli della comunità ma più tolleranza contro chi scarica file illegalmente da Internet. A dare i voti alla gravità dei comportamenti illegali, con le loro diverse sfumature della percezione del concetto di illegalità, sono stati i ragazzi. Questo test, iniziativa svolta dal Comune in collaborazione con le scuole, nell’ambito del programma triennale per la trasparenza e la legalità, ha coinvolto oltre un centinaio di studenti di sei classi quarte e quinte del liceo Einstein e dell’istituto Valturio.

I risultati sono stati presentati ieri mattina in una conferenza ospitata nell’aula magna dell’Einstein, alla presenza dell’assessore Irina Imola, del responsabile anticorruzione del Comune e segretario generale Laura Chiodarelli e del professor Franco Marzoli, autore del libro “Farla franca. La legge è uguale per tutti” scritto a quattro mani con l’ex magistrato di Mani pulite Gherardo Colombo.

Il test sottoposto agli studenti riportava dodici comportamenti illegali: ai ragazzi il compito di valutare la gravità di tali comportamenti, esprimendo un giudizio da 1 (comportamento considerato non illegale) a 5 (illegalità molto grave). E’ stata poi fatta la media dei voti ottenuti, andando così a definire una scala di gravità percepita dei comportamenti, con risultati più o meno sorprendenti. “Il mafioso che estorce il pagamento del pizzo ad un negoziante” come prevedibile viene percepito come un comportamento altamente illegale, ottenendo la media più alta; altrettanto grave il “politico che antepone l’interesse personale a quello della collettività”. Argomento più vicino alla vita dei ragazzi è quello di chi “guida sotto l’effetto di alcol e droghe”: in questo caso emerge una consapevolezza degli studenti sulla pericolosità e il rischio sociale di certi atteggiamenti. In generale il giudizio è duro contro chi approfitta dei ruoli di responsabilità o di potere che ricopre. Illegalità non gravissime sono invece quei comportamenti che spesso frettolosamente vengono etichettati da furbetti, come il pubblico dipendente che invia un certificato di malattia allo scopo di allungare le ferie di Natale o l’idraulico che aumenta il prezzo della riparazione se si richiede la fattura. I ragazzi assolvono poi quei comportamenti che più sono vicini alla loro vita quotidiana, come lo scaricare illegalmente file musicali o film da internet. «I ragazzi devono essere un pungolo per l’amministrazione – ha commentato l’assessore Irina Imola ­ a cui si devono avvicinare con spirito costruttivo, e soprattutto hanno il compito di chiedere uno sforzo in più, di suggerire come e dove si può migliorare. Non è un passaggio scontato: è molto più semplice arrendersi alla sfiducia che essere partecipi, essere parte attiva del cambiamento. Ma è questa la sfida: per l’ente pubblico, che deve essere aperto ai cambiamenti e a essere messo in discussione; per il cittadino, che si deve assumere la responsabilità».

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