Domenica 25 Settembre 2016 | 10:48

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Assenteismo e soffiate sui controlli: arrestati due ispettori del lavoro

In carcere un 59enne e un 43enne. Informavano sui blitz dei colleghi noti locali della Riviera

Assenteismo e soffiate sui controlli: arrestati due ispettori del lavoro

RAVENNA. Cene e bevute gratis, ma anche assunzioni per gli amici più cari. Favori in cambio di soffiate sulle ispezioni che gli inconsapevoli colleghi avrebbero dovuto svolgere nei locali più in vista della Riviera, soprattutto cervese, il tutto in una cornice di assenteismo cronico. Sono bastati tre mesi di pedinamenti e intercettazioni da parte dei carabinieri del Reperto Operativo di Ravenna per scoprire l’inquietante scenario di presunto assenteismo e corruzione che ieri ha portato all’arresto del 59enne Gianfranco Ferrara e del 43enne Massimo Sivierio. Il primo (59enne originario del Salernitano, ma residente a Ravenna da anni) è il responsabile del servizio ispettivo del lavoro presso la direzione territoriale del Lavoro di via Alberoni, il secondo è invece un 43enne nato a Forlì ma residente a Lugo che operava nella Direzione con il compito di monitorare in via preliminare tutte le pratiche ispettive. Nessuno dei due era in realtà un ispettore operativo, ma il loro ruolo era nevralgico, perché quasi ogni pratica passava da quelle due scrivanie, sulle quali da mesi i carabinieri avevano piazzato cimici e telecamere.

Difesi dagli avvocati Ermanno Cicognani e Giovanni Scudellari i due si trovano ora in carcere. Devono rispondere a vario titolo di truffa (per le ore di assenteismo), corruzione aggravata in concorso e rivelazione di atti coperti da segreto. Tra i favori ricevuti, secondo l’accusa, anche due assunzioni di due giovani amici stranieri di Ferrara: uno come aiuto cuoco e l’altro come operaio specializzato.

Ieri all’alba sono state almeno una ventina le perquisizione eseguite su richiesta del procuratore capo Alessandro Mancini e del suo sostituto Angela Scorza. Ma l’inchiesta è ancora all’inizio e gli indagati sono almeno una decina, anche se il numero potrebbe crescere nei prossimi mesi. La procura vuole infatti capire da quanto tempo andasse avanti quella collaborazione tra il “capo” il suo dipendente che alternava il lavoro all’ispettorato a quello di collaboratore per uno dei più noti locali della movida di Milano Marittima.

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