Lunedì 26 Settembre 2016 | 21:01

SANTA MARIA NUOVA

Anziano morto, trentatreenne fermato per omicidio

Svolta nel giallo. L'autopsia parla di strangolamento

Anziano morto, trentatreenne fermato per omicidio

Il corpo dell'uomo portato via

FORLÌ. Svolta nelle indagini sulla morte dell’84enne Rino Benini, trovato cadavere nel letto della sua abitazione di Santa Maria Nuova giovedì scorso, apparentemente soffocato dal fumo sprigionato da un incendio ma in realtà, come ha rivelato l’autopsia, strangolato. Un 33enne di origini tunisine, già noto alle forze dell’ordine per spaccio di droga tra Forlì e Ravenna, è stato fermato per l’ipotesi di omicidio volontario aggravato e condotto in carcere, dove è stato lungamente interrogato dal pm Federica Messina che sta conducendo le indagini.

Questa mattina è in programma l’interrogatorio di garanzia condotto dal giudice per le indagini preliminari Camillo Poillucci, che ha firmato il provvedimento di fermo di polizia giudiziaria richiesto dal pubblico ministero.

L’uomo, difeso dall’avvocato Luca Donelli del foro di Ravenna, ha vissuto per vari anni in quella città, dove aveva sposato una italiana deceduta poco tempo fa e nel cui territorio era stato già protagonista di alcuni episodi legati al mondo degli stupefacenti. Successivamente si era trasferito proprio nell’abitazione di Benini, che gli aveva dato ospitalità.

La scena apparsa ai Carabinieri della Compagnia di Meldola, che hanno da subito preso in mano le indagini, non aveva convinto nessuno. L’anziano, infatti, era sul suo letto con addosso una coperta bruciata sul petto ma nessun innesco che giustificasse lo sprigionarsi dell’incendio. Anche perché, contrariamente a quello che si poteva ipotizzare in un primo momento, la vittima non era un fumatore, cosa che ha escluso un eventuale rogo scaturito dalla cenere della sigaretta.

L’autopsia, come ricordato - eseguita venerdì scorso dall’anatomopatologa Donatella Fedeli - ha evidenziato che l’84enne aveva sul collo i segni dello strangolamento. L’ipotesi su cui hanno lavorato gli inquirenti è quella che, una volta commesso l’omicidio - dal movente ancora molto incerto - l’assassino potrebbe aver tentato di distruggere la scena del crimine appiccando il fuoco alla camera da letto. Rogo che, però, non ha prodotto i risultati “sperati”, visto anche l’intervento dei Vigili del Fuoco.

Sembra che il giorno prima della sua morte l’anziano avesse ritirato la pensione e la tredicesima, disponendo quindi in casa di una somma relativamente cospicua che in qualche modo potrebbe aver innescato la dinamica che ha poi portato all’omicidio.

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