Sabato 10 Dicembre 2016 | 04:01

FINE CORSA

Provincia, venduti gli scranni della politica

Ma restano da piazzare le poltroncine Frau

Provincia, venduti gli scranni della politica

La sala del consiglio provinciale

RIMINI. Con una battuta, verrebbe da dire che di poltrone ne hanno anche troppe: ma è solo una battuta. Fatto sta che per gli arredi della politica resi inutili dal taglio delle Province, l’odissea non è ancora finita. Per il momento hanno trovato un acquirente solo i 48 scranni del Consiglio provinciale: li ha infatti acquistati la Regione alla cifra giudicata equa di 12mila euro.

Da quando l’ente di corso d’Augusto è stato sfoltito dalla riforma renziana, gli spazi di Santa Maria ad Nives sono diventati ridondanti per le riunioni del presidente e degli undici consiglieri: basta una stanza più piccola. Si è posto quindi il problema di liberare l’area, destinata a un museo virtuale sulla romanità riminese e quindi ricavare un po’ di soldini dalla vendita di tavoli e poltrone, in pelle e rigorosamente Frau.

Era stato tutto racchiuso in unico lotto: decine di poltrone, scranni, impianti di amplificazione, ma anche altri pezzi più pregiati come un tavolo di legno massello che veniva utilizzato nella stanza antistante, assieme ad altre sedie pieghevoli sempre marchiate Frau, oltre a un impianto di registrazione digitale.

Si trattava di un “pacco” con un valore stimato in circa 50mila euro. «E’ tutto quasi completamente nuovo e mai utilizzato» spiegarono dalla Provincia. Sulla base dell’annuncio estivo, la data per ricevere le offerte era fissata nel 28 agosto e i giorni successivi erano stati dedicati alla scelta.

L’obiettivo era quello di dare la priorità a chi era intenzionato a portarsi a casa tutto in blocco e per questo motivo erano state contattate numerose aziende private, istituti scolastici e universitari.

Si era in estate, in agosto, quando l’intero blocco finì in vendita (praticamente al migliore offerente), ma alla data di scadenza del bando, la Provincia si è trovata di fronte a un’amara verità: nulla da fare per eccesso di ribasso.

Subito dopo l’estate si è quindi deciso di cambiare strategia: a ogni pezzo è stato attribuito un prezzo e venduto singolarmente. In più sono stati aggiunti altri oggetti di arredo utilizzati sempre dai consiglieri.

Con delibera provinciale del primo dicembre e pubblicata sull’Albo pretorio si è quindi scoperto che nel frattempo una vendita è andata a buon fine. La Regione ha offerto 12mila euro per i 48 banchetti in legno e pelle, niente poltroncine però. Affare fatto.

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