Venerdì 30 Settembre 2016 | 18:51

INCHIESTA SUL CRAC

Aeradria, chiesto il rinvio a giudizio per 19

Resta l'accusa di associazione a delinquere

Aeradria, chiesto il rinvio a giudizio per 19

Da sinistra, Gnassi, Vannucci e Masini

RIMINI. La procura di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio per diciannove delle trentaquattro persone inizialmente indagate nell’ambito dell’inchiesta “Icaro”, come è stata ribattezzata dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Rimini, sul rovinoso crac di Aeradria, la vecchia società di gestione dell’aeroporto Fellini di Rimini. Ai principali imputati viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e commissione di altri reati fallimentari, abuso d’ufficio, truffa aggravata per l’erogazione di fondi pubblici. Della presunta cabina di regia che si prefiggeva di far decollare “a qualunque costo” l’aeroporto di Rimini, aggirando le regole e a spese dei contribuenti, avrebbero fatto parte, anche in tempi diversi, gli ex presidenti della Provincia Ferdinando Fabbri e Stefano Vitali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il suo predecessore Alberto Ravaioli, gli amministratori delle società legate allo scalo Alessandro Giorgetti, Massimo Vannucci e Massimo Masini; l’ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli e il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni. I nove avrebbero dato corso, strumentalizzando gli incarichi ricoperti e pur in presenza di un gravissimo stato di dissesto di una società come Aeradria partecipata da enti pubblici, a “trucchi” contabili e condotte illecite per sovvenzionare sottobanco alcune compagnie aeree in violazione delle regole europee sulla libera concorrenza, oppure ricorrendo abusivamente al credito attraverso la “garanzia” delle lettere di “patronage” degli amministratori in assenza delle relative delibere (per poi avallare nell’assemblea dei soci, crediti inesistenti). «L’appostamento di false poste creditorie nei rispettivi bilanci delle società costantemente avvalorate dagli associati nella loro veste di referenti politici degli enti coinvolti – secondo l’accusa – costituiva lo stratagemma largamente utilizzato dagli accoliti, in modo da indurre in errore i controlli degli organismi sociali, tra cui il collegio sindacale e la società di revisione di Aeradria». La mancanza di dolo e di consapevolezza è all’origine della richiesta di archiviazione per una quindicina di indagati della prima ora (tra cui gli amministratori di nomina politica e i sindaci revisori). Rischiano ancora il processo, invece, a vario titolo, altre dieci persone, soprattutto per reati fallimentari legati al crac delle società satellite, nate ad hoc e gestite come un tutt’uno, al solo scopo di assicurare lo “sviluppo” dell’aeroporto, scaricando indebitamente i costi sulle finanze, sempre meno rosee, degli enti locali. Si tratta di Mario Formica, ex vice presidente di Aeradria, Iliana Baldelli, Cesare Ciavatta, Ennio Attilio Sanese, Maurizio Cecchini, Pierluigi Gasperini, Fabio Rosolen, Santo Pansica e Stefano Fabbri. Discorso a parte, infine, per l’ex sindaco di Riccione Massimo Pironi, al quale si contesta anche l'abuso d'ufficio per una garanzia di patronage dell’amministrazione comunale, in assenza di delibere, fino a un milione e 200mila euro sulla base della quale Banca Carige finanziò Aeradria (il comune di Riccione e l’istututo di credito ligure vengono considerate parti offese). Altre persone offese sono state identificate nei curatori fallimentari Renato Santini, Andrea Ferri e Giancarlo Ferrucini, la banca Carim, e Iliana Baldelli e Carlo Amicucci (in relazione a una sottoscrizione con le loro filme falsificate).

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