Giovedì 08 Dicembre 2016 | 23:06

PIAZZA KENNEDY

Dal cantiere spunta l'abside di Sant'Agnese

A semicerchio e rivolto a est come in tutte le chiese paleocristiane ravennati

Dal cantiere spunta l'abside di Sant'Agnese

Foto di Massimo Fiorentini

RAVENNA. Passano le settimane e lo scavo archeologico di piazza Kennedy mantiene le promesse, svelando dettagli architettonici ed elementi conoscitivi per ricostruire la fisionomia dell’antica chiesa di Sant’Agnese. Come annunciato dalla Soprintendenza archeologica, è sempre più leggibile la parte relativa all’altare e all’abside della chiesa paleocristiana, rialzata nel 1100 e ridotta ad una sola navata alla fine del Seicento.

Nella parte terminale dell’edificio distrutto nell’Ottocento, gli archeologi stanno ripulendo i resti del ciborio, la struttura quadrangolare che sovrastava l’altare, mediante quattro colonne.

Alle spalle dell’altare appare il disegno a semicerchio dell’abside, rivolto a est come in tutte le chiese paleocristiane ravennati. Un disegno interrotto da un pozzo di epoca successiva.

A vista si può riconoscere anche il crollo del catino absidale, composto da file di tubuli fittili, quindi in terracotta, ancora connessi e innestati tra loro. Non mancano inoltre grumi di cocciopesto e calce grossolana.

La soprintendenza archeologica non ha dato notizia per ora di ritrovamenti di tessere in mosaico appartenenti alla decorazione che abbelliva l’abside. A complicare il quadro generale è visibile inoltre una piccola vasca a servizio della soprastante casa ottocentesca. Continua incessante il via vai dei ravennati che ogni giorno osservano e commentano l’andamento degli scavi.

Del ciborio rimane una piattaforma a pianta quadrata rivestita di marmo bianco venato con agli angoli quattro basi modanate di colonne (una di queste è stata trovata ributtata poco distante tra le macerie). Sopra questa è poggiata una struttura in mattoni, che potrebbe essere l’altare maggiore.

Per quanto riguarda le sepolture emerse nella parte prossima all’ingresso della chiesa, gli scheletri e i resti ossei visibili per alcune settimane, sono stati prelevati e sono a disposizione dei ricercatori e dei docenti del corso di laurea in Tecnologie e diagnostica per la conservazione e il restauro dei beni culturali per analisi e approfondimenti.

Nessuna novità invece dall’altro sondaggio aperto all’interno della piazza, sul fronte di via D’Azeglio. Lì la soprintendenza cercherà di scendere in profondità rispetto al piano stradale, alla ricerca di tracce della città romana.

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