Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 23:16

CESENATICO

Fondale troppo basso, urge dragaggio

Ordinanza anti pericoli. Mappati i punti critici ed indicate cautele speciali

Fondale troppo basso, urge dragaggio

CESENATICO. Porto in preda ai bassi fondali: se non si interverrà al più presto col dragaggio, le barche da pesca rischiano di dovere stare ferme in porto o sbarcare in altri attracchi, specialmente quelle di maggior dislocamento. E anche le Porte Vinciane potrebbero avere difficoltà ad azionarsi per proteggere il centro abitato dagli allagamenti.

E’ urgentissimo effettuare il dragaggio del fondale, altrimenti il porto potrebbe diventare inaccessibile, con pesanti ripercussioni economiche ed occupazionali. Da troppo tempo si discute di questo intervento, ma mancano le risorse finanziare i costi di smaltimento dei fanghi dragati sono esorbitanti. Ma non si può rimandare ancora. La situazione è talmente pericolosa che l’autorità marittima ha riaggiornato le batimetrie del fondale, che in linea di massima devono essere di 4 metri e mezzo di profondità all’imboccatura del porto e 2 metri e 70 centimetri nella parte interna del canale

Ieri è stata emanata una nuova ordinanza, consultabile sul sito web dell’Ufficio Circondariale Marittimo-Guardia Costiera, che rende noti i pescaggi all’interno del porto di Cesenatico, alla luce della riduzione dei fondali causata dal progressivo e fisiologico insabbiamento del canale portuale. Su richiesta della Capitaneria di Porto, il Comune di Cesenatico ha effettuato, tramite tecnici, i rilevamenti degli attuali valori dei fondali. In più punti si è accertato un preoccupante livello di insabbiamento, che ha notevolmente ridotto il battente d’acqua disponibile. Tanto da ritenere indispensabile l’emanazione di un provvedimento che metta al corrente i naviganti della situazione.

Il comandante Stefano Luciano spiega che l’ordinanza fornisce valori di massima ed è da prendere con dovuta cautela, in quanto fotografa una situazione assai mutevole e soggetta a possibili variazioni repentine per via di mareggiate e correnti. Ma si tratta di uno strumento importante per i comandanti di pescherecci ed altre imbarcazioni. Li informa su come disimpegnare e manovrare nel porto canale e su quali aree evitare. L’invito è ad avere la massima prudenza e procedere a bassa velocità, prestando sempre attenzione allo scandaglio. In caso di imbarcazione con pescaggio elevato, o anche barche a vela dotate di deriva, occorre considerare almeno un margine di sicurezza di 30 centimetri, tra la chiglia (o il bulbo in caso di yacht) e il fondale. Bisogna inoltre evitare l’ingresso in costanza di bassa marea, che in questo periodo si presenta con un’ampia escursione. Per un porto come quello di Cesenatico e per tutta l’economia che vi ruota attorno, tutto questo deve portare a riflettere, considerato il punto a cui si è giunti.

Nei mesi scorsi si è tamponata l’emergenza con interventi provvisori: le eliche dei pontoni in movimento, impegnate a smuovere la sabbia e la melma e a “scavare” dei solchi nel fondale. Si è corso ai ripari, redigendo una mappa (fornita in uso i capibarca) sui bassi fondali e sui punti più insidiosi.

Adesso, in base al dislocamento di ciascuna barca, per l’ingresso in porto si dovrà considerare il periodo più propizio di alta marea, tenere conto del carico a bordo (al esempio di quanto pesce è stato stivato) e stare con gli occhi incollati allo scandaglio.

Negli ultimi due mesi si è anche provveduto a riassegnare gli ormeggi per quindicina di pescherecci, tenuto conto del pescaggio.

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