Mercoledì 28 Settembre 2016 | 10:33

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Biblioteca dello sport, tesoro nascosto

Oltre 4mila libri, 250 tra videocassette e dvd e 7mila pubblicazioni sono finiti negli scatoloni dopo la chiusura della sede Coni

Biblioteca dello sport, tesoro nascosto

FORLÌ. C’è un tesoro di oltre 4mila libri, 250 tra videocassette e dvd e 7mila pubblicazioni tra articoli di giornali, riviste, manoscritti, foto, manifesti, tesi di laurea, opuscoli, dispense, litografie, fotocopie di volumi antichi, edizioni rare e vignette umoristiche, che poco più di due anni fa è stato donato al Comune e ancora giace rinchiuso dentro inaccessibili scatoloni all’interno del palazzo ex-Eca di corso Garibaldi.

E’ ciò che costituiva la Biblioteca dello Sport del Coni Forlì-Cesena, nata dal lascito delle raccolte del forlivese Walter Brunoni e mantenuta aperta e vitale sino alla fine della presidenza del Comitato Olimpico di Luciano Rossi. Non appena, però, il Coni si è trovato senza una sua sezione autonoma provinciale (ora è retto da un fiduciario regionale, l’ex assessore comunale allo Sport Giovanni Bucci) e senza sede, questo patrimonio di immenso valore è “in soffitta” in attesa di una sua ricollocazione e della riapertura al pubblico.

Dove? Quando? Non si sa. La risposta spetta al Comune che ne è ora proprietario, ma il ritorno nella disponibilità dell’ex-Gil “Casa dello Sport di Forlì”, con la possibilità di riaprirvi un ufficio di rappresentanza Coni, si porta dietro l’idea di ricollocarvi anche, e in evidenza, la Biblioteca. A chiedere un’accelerazione in tal senso è Ivan Balelli, fresco di Stella di bronzo al merito sportivo ed ex direttore della Biblioteca. «E’ un patrimonio destinato a tornare nella disponibilità del Coni - spiega - ma ancora non sappiamo come verrà valorizzato e l’ex-Gil sarebbe la cornice migliore, una vetrina per tutta la città visibile a storici e studiosi di tutta Italia. Permetterebbe a Forlì, assieme al futuro museo della Ginnastica, di entrare in un circuito turistico e culturale legato allo Sport».

D’altronde questa raccolta era già frequentata da studenti delle scuole cittadine, laureandi, ricercatori e appassionati: più di 200 utenti e oltre 600 prestiti esterni. «Tutto il materiale era suddiviso in sezione storica e moderna. La seconda conteneva 1.730 libri, 227 video, riviste e cd-rom su tutte le discipline sportive, attività motoria, avviamento, medicina, manifestazioni e società sportive, mentre la sezione storica consisteva in 2.500 volumi risalenti anche ai primi dell’800 e 7mila altre pubblicazioni su aspetti tecnici, sociali e, appunto, storici. Numericamente e qualitativamente il patrimonio più ricco della Romagna e tra i primi in Italia. Le discipline e sezioni più rappresentate? Ginnastica, pallacanestro, ciclismo, boxe, calcio, scherma, didattica, impiantistica, ma molto materiale è ancora da inventariare e, soprattutto, digitalizzare».

E’ questo un altro aspetto del problema. «Sì, ci sono un migliaio di libri e tanti altri documenti di Brunoni ancora da analizzare e ordinare. Per poter essere messo a disposizione di un’utenza più ampia andrebbe anche salvato in digitale cosa che in passato non è mai stato possibile fare».

Perdendo qualche ghiotta opportunità. «Sì, un anno prima della sua chiusura, ci venne richiesto dall’Argentina il prestito di un testo sulla ginnastica posturale e correttiva di un autore dell’800. Non fu possibile spedirlo. Era troppo delicato. Portando tutto in digitale potremmo rendere prestiti e consultazioni facili e preservare queste memorie».

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