Martedì 06 Dicembre 2016 | 22:48

SANGUE IN CENTRO

Riminese accoltellato in piazza Cavour

Interviene per sedare una discussione e viene colpito da tre persone

 Riminese accoltellato in piazza Cavour

RIMINI. Stordito dall'alcol e dalle botte si è rialzato da terra e, dopo il brutto incontro, si è avviato barcollando verso casa. Dopo aver percorso un centinaio di metri, però, ha appoggiato la mano all'addome per capire come mai la camicia fosse completamente bagnata. La fitta di dolore è arrivata solo quando, con stupore, ha visto il sangue. Sangue che torna a bagnare ancora una volta il selciato del centro storico. L'uomo, un quarantunenne riminese, poco prima, nel corso di una lite con degli sconosciuti, era stato raggiunto da un'unica coltellata al fianco. L'ennesimo episodio di insensata violenza è accaduto l'altra notte attorno alle tre nella zona della Vecchia pescheria. Il ferito, ricoverato all'ospedale “Infermi” di Rimini può dirsi fortunato. Il fendente non ha leso organi vitali e i medici dicono che guarirà in trenta giorni. Le possibilità di risalire ai suoi aggressori però sono molto basse: l'area dove è avvenuto l'accoltellamento è priva di telecamere di sorveglianza e i ricordi del riminese sono annebbiati dalle troppe birre. Interrogato dai carabinieri, in ospedale ha raccontato di essere stato pestato da tre sconosciuti, più o meno della sua età, probabilmente nordafricani. «Avevo trascorso la serata nei locali della piazzetta e stavo rincasando, ma avevo bevuto un po’ e senza una ragione mi sono intromesso nella discussione che stavano avendo tre stranieri, credo magrebini». Parole in libertà, frasi sconnesse da ubriachi, sostiene lui che forse voleva solo sedare gli animi e riportare quella gente alla calma, anche se ammette di ricordare molto poco. Un atteggiamento che i suoi “interlocutori” non hanno gradito: spazientiti, lo hanno allontanato in malo modo. Pugni, calci e, infine, quella coltellata che lì per lì non aveva neppure sentito. La versione è al vaglio degli investigatori: non è escluso che dietro all’aggressione (per la quale s’ipotizza il reato di tentato omicidio) possa nascondersi una questione di altra natura, magari legata allo spaccio di stupefacenti.

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