Venerdì 30 Settembre 2016 | 20:35

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Nato sul barcone, Rimini apre le porte

Arrivate le prime famiglie: c'è un bimbo di un mese partorito durate la traversata. Sistemazione trovata in una casa in città: atteso un terzo nucleo

Nato sul barcone, Rimini apre le porte

RIMINI. Sono arrivate le prime due famiglie di profughi, in una casa nel cuore della città che attende anche un terzo nucleo per arrivare a dodici persone in tutto, tra i quali anche dei bimbi piccoli. Come il neonato di appena un mese nato in settembre nella traversata sul barcone.

Per ora sono in 8 e sono stati accolti venerdì sera dalla cooperativa Eucrante, che ha aperto le porte delle nuova abitazione alle due famiglie nigeriane arrivate in Italia dopo un’odissea in mare in cui hanno visto la morte in faccia. Si tratta dei primi nuclei familiari in assoluto: fino adesso i 460 profughi, arrivati nel Riminese in questa ultima ondata di emergenze, erano rappresentati solo da singoli uomini. Il Comune, invece, che ha reperito l’immobile di proprietà dell’Asp Valloni, assieme alla prefettura ha deciso di accogliere anche intere famiglie. La prima arrivata vede padre, madre, il piccolo di appena un mese e un altro di 2 anni e 4 mesi; l’altro nucleo vede invece padre, madre, la sorella 14enne di quest’ultima e il figlio di 8 mesi. E’ in arrivo una terza, sempre nigeriana e sempre di 4 persone. A quel punto, spiegano dall’amministrazione, sarà fatta una presentazione ufficiale del progetto, anche per raccogliere il necessario che servirà alle famiglie. Che intanto, venerdì sera, quando sono arrivate a Rimini, non credevano ai loro occhi una volta davanti a un letto vero e al riparo dal freddo. Laura Rocchi, della cooperativa Eucrante, spiega infatti che «vogliono solo serenità: la loro prima notte passata in casa l’hanno definita “assolutamente meravigliosa”». Anche perché così hanno potuto dare «un po’ di sicurezza ai loro figli, tra cui il neonato partorito su un barcone mentre cercavano di raggiungere l’Italia». Non solo: anche il piccolo di 8 mesi è arrivato in condizioni critiche. «E la prima cosa che hanno chiesto», continua la Rocchi, «è stato proprio il necessario per sfamare e accudire i bimbi: latte, verdure, pannolini». L’obiettivo è quello di inserirli nel tessuto della città: la ragazzina di 14 anni sarà inserita nella scuola dell’obbligo (le medie), così come i due minori (alle elementari) che dovrebbero arrivare con il prossimo nucleo familiare. Tutti, adulti compresi, dovranno frequentare dei corsi di italiano e attivare l’iter burocratico per restare in Italia. Ma c’è tempo. Intanto per la prima volta si stanno «godendo questi giorni di tranquillità, dopo l’inferno ormai alle spalle.

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