Giovedì 29 Settembre 2016 | 03:37

TTG

Spiagge e concessioni, la promessa del Governo

Il sottosegretario Barracciu: subito all'asta solo le spiagge libere, per le altre una "proroga congrua"

Spiagge e concessioni, la promessa del Governo
RIMINI. Il governo è «determinato sulla salvaguardia delle 30mila imprese balneari e su una proroga congrua». A Rimini ospite al Ttg di Cna Balneatori, il sottosegretario al Turismo, Francesca Barracciu, più volte interrotta dalle proteste degli operatori, illustra l’impegno dell’esecutivo sulla questione della direttiva Bolkestein. Ragionando anche sull’ampliamento della stagione: la competenza in merito è delle Regioni, per cui occorre «rivedere il titolo V per una programmazione centrale delle politiche turistiche in accordo con le Regioni».
La trattativa con la Commissione europea - spiega il sottosegretario - si è interrotta in attesa della sentenza della Corte di giustizia sui ricorsi al Tar di Lombardia e Sardegna, che dovrebbe arrivare la prossima primavera. Il governo sarà allora pronto con una legge sul cosiddetto doppio binario: all’asta subito le spiagge libere, con delle condizioni che tengano lontane le multinazionali, dei criteri di competenza perché «non vogliamo un’Italia Miamizzata (come Miami, ndr) con le multinazionali che prendono tutto» e la proroga per le altre. Circa un terzo del litorale italiano ha stabilimenti balneari e in merito è stata richiesta una ricognizione alle Regioni.
Se la Corte di giustizia, prosegue Barracciu, sentenzierà la non legittimità delle proroghe, «lotteremo comunque. Saremmo dei kamikaze se tracciassimo la strada per distruggere 30mila imprese. Faremo a breve il punto con le associazioni di categoria». I bagnini non sono però troppo convinti. Nella sala dell’incontro due striscioni dicono chiaramente No alle aste. E più volte il sottosegretario viene contestato.
«Dobbiamo imporre la strategia del doppio binario. Noi ci crediamo», sottolinea il presidente di Cna, Daniele Vaccarino, chiedendo a governo e amministrazioni di «lavorare perché non ci ammanettino». La richiesta, gli fa eco il consigliere regionale ligure di Forza Italia, Angelo Vaccarezza, è «30 anni di periodo transitorio in cui lavorare per uscire dalla Bolkestein».
Massimo Paolucci, vice capo delegazione Pd al Parlamento europeo, sottolinea: «Credo che i punti chiave per il rilancio siano, una ristrutturazione complessiva dentro una riorganizzazione generale delle strategie in Italia, internazionalizzazione, politiche integrate del settore, utilizzo delle strutture ricettive tutto l’anno con un adeguato sostegno».
E aggiunge: «Quello con gli operatori balneari, è stato un confronto franco e civile, ma anche aspro con interlocutori preoccupati e anche, in parte, giustamente arrabbiati. In questi anni, da una certa politica irresponsabile, sono stati assunti impegni irrealizzabili nei loro confronti».
«Quel tempo è finito. Oggi abbiamo usato un linguaggio di verità e di reciproco rispetto. E alla fine, dopo una iniziale diffidenza, è arrivato anche qualche applauso».

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