Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:46

IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Tra le proteste spunta un'idea

Posti auto nell'ex caserma. Esercenti chiamati a contribuire agli eventi. Ieri in trecento hanno protestato

Tra le proteste spunta un'idea

CESENA. A quattro giorni dall’avvio del cantiere, ieri il consiglio comunale è tornato a confrontarsi su piazza della Libertà in una seduta aperta. L’ennesimo atto di quello che è a tutti gli effetti uno scontro tra due modi di vivere il centro storico, ma anche l’occasione per provare a cominciare a ragionare in senso più ampio del futuro del centro.

«La maggioranza non ha per forza ragione - ha sintetizzato a conclusione del suo intervento Giuseppe Zuccatelli (Pd) - ma non ci avete convinto». Chi sperava in ripensamenti dell’ultimo momento è rimasto deluso: piazza della Libertà sarà pedonalizzata e lunedì partirà il cantiere. A nulla sono valsi gli inviti di Stefano Spinelli e Marco Casali (Libera Cesena) a prendersi una pausa di riflessione, anche alla luce del fatto che il finanziamento regionale non arriverà nell’immediato. Rabbia e delusione anche per i consiglieri del Movimento 5 Stelle e di Cesena siamo noi: per loro la giornata di ieri è stata un’occasione persa per aprirsi al dialogo con la città. «Un consiglio comunale davvero aperto - ha dichiarato Massimiliano Iacovella (M5S) - avrebbe dovuto dare la possibilità di dare la parola a tutti i cittadini che lo volevano». Vittorio Valletta da dato voce a chi non siede nei banchi del consiglio comunale, leggendo interventi affidatigli da alcuni politici: Massimiliano Pompignoli (consigliere regionale della Lega Nord), Luigi Di Placido (Liberaldemocratici per Cesena), Matteo Micucci (Rialzati Cesena) e Sinistra Ecologia e Libertà. Si sono confrontati anche due modi di intendere la politica: da una parte chi rivendica la propria rappresentatività frutto del voto elettorale; dall’altra chi vorrebbe la partecipazione diretta dei cittadini al dibattito politico dentro le istituzioni. Sei gli invitati a dare il loro contributo al dibattito: il presidente del quartiere Centro Urbano Tommaso Marcatelli, i rappresentanti delle associazioni di categoria Piergiorgio Matassoni (Cna), Pietro Manuzzi (Confartigianato), Augusto Patrignani (Confcommercio), Graziano Gozi (Confesercenti) e il presidente del comitato “Centro anch’io” Marco Giangrandi.

Prima, l’assessore Tommaso Dionigi ha ripercorso le scelte politiche che da Lucchi (Leopoldo) a Lucchi (Paolo) hanno un po’ alla volta cambiato il volto della città secondo una visione nel cui contesto si inserisce anche la pedonalizzazione di piazza della Libertà. Forte l’appello a superare le contrapposizioni parcheggio sì-parcheggio no e ad unire le forze per trovare soluzioni, ad esempio per via Cesare Battisti, in crisi di identità. Ma anche per valutare misure che contribuiscano al rilancio del Foro annonario, che è innegabilmente in difficoltà: «Riteniamo che l’amministrazione non debba essere lasciata sola nemmeno nelle scelte che riguardano l’istituzione più che del city manager, del project manager, figura sul cui ruolo ci siamo confrontati anche con Luca Mazzara, direttore del master in City Management della scuola di Economia dell’Università di Bologna, che ci ha dato massima disponibilità a collaborare».

Parcheggi alternativi. Le associazioni di categoria, hanno espresso in coro la loro contrarietà al progetto di piazza della Libertà. Matassoni ha invitato a collocare le questioni relative a piazza della Libertà nel loro giusto contesto, ossia quello relativo alle dinamiche relative al centro storico. Da Patrignani e Gozi sono arrivate due proposte per la sosta alternativa temporanea: il primo vorrebbe attivare alcuni posti auto attorno a piazza della Libertà; il secondo ha proposto di valutare lo spazio all’interno dell’ex caserma dei carabinieri, ricavando lì 25-30 parcheggi come «soluzione staffetta in attesa che si completi il progetto del Sacro Cuore». Proposte che il sindaco Paolo Lucchi si è impegnato a valutare già da lunedì.

Il comitato. Tra i delusi c’è Marco Giangrandi, che ieri ha detto di aver visto il riproporsi di «monologhi più che di un dialogo. Ci troviamo ancora una volta a dover subire decisioni che avremmo potuto prendere insieme». Ha poi smentito ogni ambizione politica: «Siamo cittadini che si interessano alla loro città. Non riusciamo a capire il perché di questa ostilità nei nostri confronti, quando sono convinto che per la politica rappresentiamo una risorsa».

Le mozioni. Sette le mozioni presentate dai gruppi consiliari: tre dei 5 Stelle, due di Libera Cesena, una di Cesena siamo noi e una del Pd. Respinte le mozioni di Libera Cesena e del M5S che chiedevano la sospensione o il rinvio del cantiere. Approvata, invece, con un emendamento del Pd, la mozione presentata da Cesena siamo noi, che impegna la giunta a valutare la ricerca e lo sviluppo di nuove forme di mobilità sostenibili. Approvata, prevedibilmente, la mozione della maggioranza Pd, che invita a ragionare politicamente in termini di «città unica», andando a definire un «patto strategico per la città». Assenti, al momento del voto, i 5 Stelle, che ha abbandonato l’aula in polemica, e il consigliere Pd Federico Bracci.

Sindaco. «Da lunedì quando partirà il cantiere di piazza della Libertà non avremo più alibi - ha dichiarato il sindaco nelle sue conclusioni - Dovremo cominciare a ragionare del futuro del centro storico nel suo complesso. Avremo bisogno di farlo lavorando insieme. Il luogo in cui questa progettualità dovrà definirsi è “Zona A”, che dovrà probabilmente allargarsi e diventare ancora più rappresentativa, includendo magari una rappresentanza del Quartiere Centro. Ma dovrà cambiare anche il modo dei commercianti di contribuire agli eventi e alle iniziative del e per il centro storico, perché finora “Zona A” è stata finanziata quasi esclusivamente dal Comune».

Intanto erano circa 300 i manifestanti che ieri hanno marciato da piazza della Libertà fino a piazza del Popolo contro l’imminente avvio del cantiere che chiuderà la sosta in piazza della Libertà. Un corteo funebre alla cui testa questa volta non c’era il manichino di “Tana Boia” ma una bara in cartone per celebrare «il funerale della democrazia». A sfilare per lo più vestiti di nero, con gli ombrelli neri e il logo “Centro Anch’io” c’erano cittadini, residenti e commercianti che fanno riferimento al comitato che si oppone alla chiusura del parcheggio, ma anche come annunciato rappresentanze di altri comitati cittadini. Tra questi rappresentanti del comitato Lupa, No E45, per l’autocostruzione, del comitato che si oppone all’allestimento della rotonda Paul Harris di Diegaro. Questa volta la manifestazione si è fermata sotto la finestra del Consiglio comunale, senza entrare nell’aula come avvenuto il 17 settembre. Ad accogliere i manifestanti sotto il loggiato un televisore in cui venivano trasmessi in diretta i lavori dell’aula. Numerosi gli interventi al megafono dei rappresentanti dei diversi comitati ma anche di alcuni politici: hanno espresso la loro solidarietà al movimento Massimiliano Pompignoli e Antonella Celletti (Lega Nord) che si sono soffermarti sul travagliato finanziamento regionale, Luigi Di Placido (Liberaldemocratici per Cesena), ma anche Massimiliano Iacovella (M5s) e Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi) che si sono assentanti qualche minuto dall’aula consiliare per dare la loro adesione alla manifestazione.

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