Martedì 06 Dicembre 2016 | 11:13

PONTE OSPEDALETTO DI LONGIANO

I 70 anni della Cocif in un libro

Dalla nascita nell'agosto del 1945 all'espansione e alla figura di Bellavista

I 70 anni della Cocif in un libro

Luca Bellettini col libro

LONGIANO. Settanta anni di storia. La Cocif festeggia l'anniversario e in questi giorni ha dato alle stampe un bel libro fotografico che racconta la sua storia intrecciata con quella dei soci e delle comunità di Savignano e Longiano.

Tutto è nato negli anni difficili dell’immediato dopoguerra, quando un piccolo gruppo di lavoratori decide di unire le forze per intraprendere lavori di falegnameria a carattere artigianale. Il 7 agosto 1945 viene costituita la “Cooperativa Falegnami” in un piccolo stabile in affitto a Savignano. Viene poi mutata la ragione sociale in “Cooperativa costruzioni in falegnameria” e nel 1959 l’attività si concentra nella lavorazione specializzata di porte e arredamenti in legno, con sede trasferita in via Fratelli Bandiera, dove viene acquisita un’area di 3.000 metri quadrati e costruito un fabbricato di 1.000 metri quadrati. Il 1967 segna la svolta passando alla produzione in serie di tipo industriale. Nel 1976 avviene la fusione con l’ex Cooperativa falegnami di Cesena che produce finestre e permette di aumentare la gamma dei prodotti offerti.

Nel 1980, in soli 15 giorni, la fabbrica viene trasferita nel nuovo stabilimento a Ponte Ospedaletto di Longiano, nell’area adatta allo sviluppo produttivo e per riunificare in un’unica sede le produzioni di porte e finestre.

Dal 1989 Cocif si muove anche nel settore immobiliare, con l’acquisto di terreni e la costruzione di edifici residenziali, fino alla progettazione di un grande centro polifunzionale, affidato nel 1992 al noto architetto romano Paolo Portoghesi. Nello stesso anno nasce anche “Cocif Design d’interni” e l’azienda si apre alla commercializzazione di mobili e articoli d’arredamento, mentre nel 1993 acquista “Villa Rosa”, nuova sede di rappresentanza in località Montilgallo. Nel 1995 e nel 2002 amplia la produzione di finestre, con superficie aggiuntiva di oltre 12.000 metri quadrati. Nel 2003, Cocif acquista la ex Gierre di Dovadola, un’area industriale di 28.400 metri quadrati dove a partire dal febbraio 2004 produce serramenti esterni grezzi (persiane e scuroni). Nel 2006 inizia la produzione di cassonetti e coprifili per porte in un nuovo fabbricato di 8.500 metri quadrati, adiacente lo stabilimento di Ponte Ospedaletto. Nello stesso anno sostiene con donazioni varie la “Fondazione Ebri” del premio Nobel Rita Levi Montalcini.

ll 21 maggio 2007 si spegne a soli 63 anni Vincenzo Bellavista, direttore generale della Cocif. Entrato il 1° giugno 1965 come “funzionario commerciale alle vendite”, ha percorso tutte le tappe nell’azienda, diventandone la la bandiera.

Nel 2008 Cocif ultima il nuovo fabbricato ad uso direzionale commerciale e i fabbricati ad uso civile abitazione e negozi. Nel 2009 l’azienda acquisisce il 33% del capitale sociale di “Master costruzioni tecniche di sicurezza srl” di Piacenza, produttrice di porte e portoni blindati di sicurezza, allo scopo di ampliare la gamma di prodotti. Nel 2010 acquisisce la “Vetreria Adria glass srl” di Gatteo, operante nel settore della lavorazione del vetro per porte e finestre. Nel 2011 avvia la linea di assemblaggio finestre in Pvc e nasce anche “Cocif outlet” in via Emilia 2051, per la vendita al pubblico di porte e finestre. Nel 2012 inizia la produzione dei serramenti in alluminio.

E oggi la storia continua, sotto la guida del presidente Luca Bellettini e del direttore generale Piero Cataldo.

Nelle 96 foto (di cui 14 storiche in bianco e nero), raccolte dal responsabile marketing Glauco D'Altri e inserite nel volume, ci sono tanti momenti di lavoro o convegni promossi dall'azienda. Molti gli ospiti arrivati, negli anni, a Ponte Ospedaletto: dal maestro Riccardo Muti al poeta Tonino Guerra, dal cardinale Ersilio Tonini allo scrittore Sergio Zavoli, da un giovane Roberto Benigni (per un'inaugurazione) a Beppe Grillo (in veste di comico), dai premi Nobel Dario Fo e Rita Levi Montalcini, fino al ministro Giuliano Poletti.

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