Martedì 27 Settembre 2016 | 10:43

IVA NON PAGATA

Evasione, tredici albergatori a processo

Le false fatture di una lavanderia avrebbero permesso di nascondere al Fisco quasi 5 milioni di euro

Evasione, tredici albergatori a processo

RIMINI. Brutta sorpresa per gli evasori fiscali. Il tribunale di Rimini, infatti, con il Gup Fiorella Casadei, fa propria la sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo invita i giudici italiani a disapplicare i termini della prescrizione per i reati fiscali più gravi perchè troppo brevi e favorevoli agli imputati.

E lo fa nel procedimento che ieri ha visto il rinvio a giudizio per omesso versamento dell’Iva di 13 imprenditori riminesi, albergatori del capoluogo nella stragrande maggioranza. Reati che sarebbero stati commessi dal 2005 al 2011 utilizzando le false fatture emesse dal titolare di una piccola lavanderia di Poggio Berni su cui la guardia di finanza di Rimini è stata chiamata ad indagare dopo un accertamento nel 2012 da parte dell’Agenzia delle Entrate. E proprio le dichiarazioni rese alle fiamme gialle dall’imprenditore bernese che ad ottobre siederà alla sbarra assieme alla moglie, hanno portato all’incriminazione dei tredici presunti evasori che, secondo l’accusa, acquistavano le fatture per poche centinaia di euro. Le false fatture avrebbero permesso di nascondere al Fisco versamenti Iva per quasi 5 milioni di euro.

Anche per i 13 imprenditori rinviati a giudizio ieri mattina, il periodo finito sotto la lente d’ingrandimento del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e della procura della Repubblica di Rimini è quello che va dal 2005 al 2011.

Se il Gup Fiorella Casadei avesse applicato la normativa italiana la maggioranza degli imputati avrebbe beneficiato dello “sconto” per prescrizione dell’evasione generata nel biennio 2005/2006 che, nel caso di due albergatori, avrebbe voluto dire l’uscita di scena dal processo. Ora, invece, anche loro siederanno con i colleghi sul banco degli imputati il 10 giugno del prossimo anno.

In Italia la sentenza del Cedu datata 17 settembre, ha già trovato la totale condivisione da parte della Cassazione. La Corte d’Appello di Milano, invece, ha chiedere un giudizio sulla sua costituzionalità, alla Corte Costituzionale che non si è ancora pronunciata. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Graziana Bettuelli, Luca Brugioni, Tiziana Casali, Massimo Cerbari, Silvia Giancristofaro, Andrea Guidi, Luca Greco, Piero Venturi. Il titolare della lavanderia e la consorte, invece, sono assistiti di fiducia dall’avvocato Piero Ippoliti Martini.

Enrico Chiavegatti

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