Domenica 25 Settembre 2016 | 03:55

UN SOGNO TRIDIMENSIONALE

Ecco Big Delta, la stampante alta 12 metri per le case del futuro

Prodotta da un'azienda di Massa Lombarda, la Wasp, che ha organizzato il lancio in scala mondiale

Ecco Big Delta, la stampante alta 12 metri per le case del futuro

RAVENNA. Si chiama Big Delta, è alta 12 metri, ed è una stampante con cui sarà possibile realizzare persino case in cui andare a vivere. A progettare la stampante è stata la Wasp, un’azienda di Massa Lombarda di stampa tridimensionale. La Wasp si occupa di MakerEconomy, un nuovo modello in cui tutto può essere autoprodotto e dove esiste la possibilità di non dipendere da chi detiene il monopolio produttivo. Wasp è l’acronimo di World’s Advanced Saving Project e la sua ricerca è incentrata sul benessere collettivo e la conoscenza condivisa. La Big Delta verrà presentata al pubblico e agli esperti di settore nel corso di un raduno di tre giorni dal titolo “La realtà del sogno”, raduno che si svolgerà a Massa Lombarda dove ha sede fisica la stessa azienda, nelle giornate del 18, 19 e 20 settembre in via Dini Salvalai all’incrocio con via S.Lucia. Grande attesa per un evento di caratura mondiale che prevede, tra l’altro, conferenze, workshop, concerti e spettacoli. Per presentare l’iniziativa la stessa Wasp ha organizzato ieri mattina, presso la Biblioteca di Massa Lombarda, una conferenza stampa cui hanno preso parte decine di giornalisti. Alla presenza del sindaco di Massa Lombarda, Daniele Bassi, di Massimo Moretti il cuore di Wasp e di Alessandro Cavoli del Teatro Rigodon; inoltre Giorgio Noera che ha illustrato un progetto che vede l’Health R&S collegata al Ministero della Difesa e al Gruppo Wasp per la ricerca sanitaria avanzata per eventi critici di massa. Enorme la soddisfazione del sindaco Daniele Bassi che ha sottolineato di essere stato compagno di classe del concittadino Massimo Moretti, classe 1959 come lui.

Qual è l’obiettivo del vostro team?

«Il nostro obiettivo è la Maker Economy, ovvero un nuovo modello in cui ogni cosa può essere autoprodotta e dove esiste la reale possibilità di non dipendere da chi detiene il monopolio produttivo. WASP è l’acronimo di World’s Advanced Saving Project e la nostra ricerca è incentrata sul benessere collettivo e la conoscenza condivisa. Non è necessario essere grandi per trattare grandi temi, sono proprio questi contenuti che io e i miei collaboratori stiamo portando avanti. Ora ci sono 40 persone che collaborano con me di cui una ventina assunti. Credo, e non penso di essere smentito, che la casa, il cibo, il lavoro e la salute siano ciò di cui l’uomo necessita per vivere. E lì si vuole arrivare».

E’ importante l’appuntamento del prossimo weekend?

«“La realtà del sogno” costituisce per tutti noi un prezioso momento idoneo a condividere conoscenze e idee; inoltre festeggeremo questa importante tappa con coloro che hanno seguito il progetto, con chi ci ha supportato. Chi magari non ne sa nulla ma ne è incuriosito è il benvenuto. Il tutto si terrà tra gli albicocchi della campagna romagnola. Sarà possibile accamparsi con tende e materassini nell’area prescelta, in pieno stile raduno anni Settanta. Il progetto WASP è un esperimento umanistico: fra arte e scienza, economia e politica. Noi progettiamo apparati e modelli di sviluppo sostenibile, condividendone la visione».

Il vostro progetto guarda al futuro, voi come lo immaginate? «Le risorse del pianeta non sono sufficienti a sostenere l’esplosione demografica in atto, occorre quindi cambiare modelli di sviluppo. Il nostro progetto studia, realizza e promuove sistemi ecosostenibili come la casa, ovvero un bene primario ed un diritto: proponiamo un processo per realizzare case con un costo tendente a 0. La ricerca per il progetto di una casa stampata con materiali a km0 è autofinanziato tramite la vendita delle nostre stampanti solide. Il potere del danaro e della finanza si basa sul monopolio della capacità produttiva il nostro progetto lavora per rendere pubblica la capacità produttiva in un’ottica di pari opportunità e benessere condiviso».

Gianfranco Camerini

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