Giovedì 08 Dicembre 2016 | 21:06

GIRO DI VITE CONTRO L'ILLEGALITA'

Il Titano mette i jammer al bando

Arzilli. «Basta, la gente non può comprare a San Marino per fare "furbate"». Lo scorso 4 agosto è stato approvato il decreto delegato che sarà operativo dal 4 settembre e blocca vendita e possesso dei disturbatori

Il Titano mette i jammer al bando

SAN MARINO. A San Marino niente più jammer, i disturbatori di frequenza. Lo fa sapere la segreteria di Stato per l’Industria, che rende noto alcune nuove disposizioni contenute nel decreto delegato numero 133 emanato lo scorso 4 agosto 2015. L’articolo 30 impone il divieto di fabbricare, mettere in circolazione o detenere i jammer, apparecchiature elettroniche che sono in grado di impedire, ad esempio, ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere onde radio o interferire sul corretto funzionamento di sistemi Gps o wi fi. Ovviamente dal divieto sono escluse le forze dell’ordine specificamente autorizzate per motivi di sicurezza. La nuova normativa che vuole togliere dalla circolazione un apparecchio che può essere molto pericoloso, vista la possibilità di un utilizzo distorto anche per attività criminali o terroristiche, entrerà in vigore il prossimo 4 settembre. Chiunque trasgredisca ai divieti verrà punito con l’arresto o la prigionia di secondo grado. «Già dall’anno scorso abbiamo provato a fermare il mercato di questi aggeggi- spiega il segretario di Stato all’Industria Marco Arzilli - . Abbiamo inviato a tutti i commercianti una circolare che ne vietava la vendita, ma non è servito. Per questo abbiamo deciso di intervenire con una legge. Si potevano addirittura costruire a casa, perché su internet ci sono le istruzioni. I jammer sono illegali in tutta la comunità europea e San Marino non vuole avere niente a che fare con questo commercio».

Oggetti che si potevano tranquillamente trovare su internet, ad un prezzo tra l’altro elevato (si parla minimo di 300 euro), con comoda spedizione a casa. «Mi sono stufato di sapere che la gente acquista merce a San Marino per fare la furba- continua Arzilli-. È ora di finirla e, con questa legge, speriamo di non vedere altri jammer in circolazione».

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