Lunedì 05 Dicembre 2016 | 01:25

TRAGEDIA ALL'INFERMI

Neonato muore in ospedale

La madre presenta un esposto e avanza il sospetto di un virus. Aperta un'inchiesta con l'ipotesi di omicidio colposo: la procura dispone l'autopsia

Neonato muore in ospedale per un virus
RIMINI. Bimbo di un mese muore in ospedale per un virus che, stando alla denuncia della madre intenzionata a fare luce sulla vicenda, sarebbe stato contratto in ospedale. Ad avvalorare il sospetto è la circostanza che almeno altri due neonati colpiti dallo stesso agente infettivo sarebbero tutt’ora sotto terapia.
La tragedia risale a domenica scorsa. Il cuore del piccolo, nato prematuro alla metà di luglio e ricoverato nel reparto di Terapia intensiva, ha smesso di battere, nonostante i disperati tentativi di salvarlo da parte del personale sanitario.
Nel frattempo, la donna – disperata per l’accaduto e in cerca delle risposte che il dolore esige anche nelle situazioni più tragiche – ha anticipato tutti e si è rivolta alla magistratura.
La procura di Rimini ha disposto il sequestro della cartella clinica e incaricato la polizia giudiziaria di individuare e identificare i medici e gli infermieri che abbiano avuto a che fare con il neonato nel corso della sua brevissima esistenza, sempre al chiuso dell’ospedale.
Al medico legale che sarà incaricato di effettuare l’autopsia, che dovrebbe svolgersi già domani, invece si chiederà conferma della causa della morte (la madre indica nella denuncia il tipo di virus che era stato diagnosticato al bimbo), ma anche una valutazione sulla possibile origine del problema. Un’infezione contro la quale, in queste stesse ore ma con più ottimistiche prospettive, starebbero combattendo altri due bambini. La donna, una riminese che vive in una località dell’entroterra, si è affidata all’avvocato Sergio De Sio per la stesura della denuncia nella quale ripercorre il calvario del piccolo (nato prematuro, di neppure sette mesi) e subito alle prese con una serie di complicazioni. Alcune, almeno stando all’intuito della madre, evitabile. Di certo, non è stata lei a trasmettergli quel virus. E allora? «Non accuso nessuno, ma voglio una risposta». La darà l’inchiesta affidata, per competenza, al procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli. Nel fascicolo aperto sulla dolorosa vicenda s’ipotizza il reato di omicidio colposo a carico di ignoti ancora in via di identificazione.

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