Domenica 04 Dicembre 2016 | 21:21

TRAGEDIA

Ventenne morto sul campo da calcio come lo zio

Fabio Zuccheri era il nipote di Fulvio: ucciso a sua volta da un malore al Carisport

Ventenne morto sul campo da calcio come lo zio

CESENA. E’ morto in Friuli, colto da un malore mentre si stava allenando. L’improvviso decesso di un portiere di calcio ventenne ha fatto riavvolgere le lancette dell’orologio a Cesena di quasi 8 anni. Il giovanissimo giocatore deceduto si chiama Fabio Zuccheri, ed è nipote dell’indimenticato Fulvio Zuccheri: vecchia gloria del Cesena seconda metà anni ‘70, a sua volta morto in campo, stroncato mentre stava giocando durante un torneo esibizione al Carisport nell’anno 2007.

Il nuovo doloroso dramma per la famiglia Zuccheri si è consumato all’inizio di un allenamento come tanti.

Erano passate da poco le 20.30 quando Fabio Zuccheri, portiere classe 1995, aveva iniziato a prepararsi per la stagione prossima con i nuovi compagni del Sevegliano, sul campo della frazione di Bagnaria Arsa.

Gli è bastato poco più di un giro di riscaldamento lungo il rettangolo verde per sentirsi male ed accasciarsi a terra. A soccorrerlo subito Enrico Gattesco, preparatore dei portieri della squadra gialloblu, che ha provato a rianimarlo praticandogli il massaggio cardiaco.

I soccorsi sono arrivati da lì a poco, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare, e la sua vita si è spenta a soli 20 anni.

Fabio Zuccheri era nato a Crauglio di San Vito al Torre (Udine). Ma seguendo le orme dello zio Fulvio aveva anche vestito la maglia del Cesena nel settore giovanile. Un paio di anni a cavallo tra i Giovanissimi Nazionali e gli Allievi regionali.

Poi aveva vestito la maglia di molte altre squadre.

La vittima era nipote di Fulvio Zuccheri, ex giocatore di serie A e allenatore, anche lui deceduto a causa di un malore.

Difensore e centrocampista, ex giocatore tra le altre di Udinese, Bologna e Cesena, squadra in cui aveva allenato anche nel settore giovanile, Fulvio morì improvvisamente l’8 ottobre 2007 mentre si trovava sul parquet del Carisport gremito di gente che voleva assistere alle performance delle vecchie glorie del Cesena.

Una morte, quella di Fulvio Zuccheri, che addolorò gli ambienti sportivi e scosse le coscienze al punto da creare quasi da sola in città, tutto il movimento di pensiero che oggi accompagna l’installazione di defibrillatori portatili in luoghi pubblici o in quelli dedicati alla pratica sportiva.

Quello del giovane Fabio è il terzo malore fatale che si conta in questi ani nella famiglia Zuccheri. Nel 2009, infatti, morì per un infarto (ma non su un campo da calcio) Giorgio Zuccheri: zio del 20enne e fratello dell’ex giocatore del Cesena.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000