Lunedì 26 Settembre 2016 | 03:55

AEROPORTO FELLINI

Preso a pugni, in coma un ragazzo di 22 anni

Arrestate due persone per lesioni gravissime. All'origine della lite ci sarebbe una mancata precedenza, ma la polizia di frontiera valuta l'ipotesi della "guerra" per i clienti. In manette un 45enne autonoleggiatore di Pesaro e un 39enne riminese impiegato nella ristorazione

Preso a pugni, in coma un ragazzo di 22 anni

RIMINI. Una misteriosa zuffa nel piazzale dell'aeroporto "Fellini" rischia di finire in tragedia. Un ragazzo di 22 anni, originario di Misano Adriatico, preso a pugni da due uomini finiti in manette, è infatti tutt'ora ricoverato in...

RIMINI. Una misteriosa zuffa nel piazzale dell’aeroporto “Fellini” rischia di finire in tragedia. Un ragazzo di 22 anni, originario di Misano Adriatico, preso a pugni da due uomini finiti in manette, è infatti tutt’ora ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Rimini. All’origine della lite, secondo quanto hanno dichiarato tutti i coinvolti, ci sarebbe una banale lite stradale legata a una mancata precedenza. Ma non si esclude invece che la discussione abbia un’altra origine e sia legata alla spartizione dei clienti in arrivo e in partenza dallo scalo. Appare quantomeno singolare la coincidenza che alla colluttazione abbiano partecipato, da una parte e dall’altra, persone legate al settore dei trasporti. Sarà la polizia di frontiera a fare luce sui fatti. I contendenti sostengono di non conoscersi tra loro.

Il ragazzo ferito viaggiava, assieme al fratello, a bordo di un minibus con alla guida il padre, titolare di una ditta di “autonoleggio con conducente”: trasportavano dei turisti russi diretti in aeroporto. Poco prima delle quindici, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze, all’altezza di Fiabilandia l’autista si sarebbe reso “responsabile” di una manovra azzardata. Sull’altra macchina - una Bmw - viaggiava, guarda caso, il titolare di una licenza noleggio auto a lungo termine che si sarebbe sentito offeso dal gestaccio del collega. Al telefono avrebbe così avvertito un amico riminese che abita in un palazzo all’angolo e dopo averlo aspettato sotto casa avrebbe raggiunto il pullmino in aeroporto, per la resa dei conti. Nel frattempo i viaggiatori russi erano scesi assieme ai loro bagagli. Da qualche parola di troppo è nata una violenza colluttazione: il giovane misanese, colpito da un pugno al volto dal riminese è caduto e ha sbattuto la testa. Le sue condizioni sono apparse gravi fin dall’inizio: deve la vita ai soccorritori che sono ricorsi per due volte alla defibrillazione, rianimandolo sotto gli occhi del padre (a sua volta colto da malore). La polizia di frontiera, allertata dalla guardia giurata che fa servizio all’ingresso dello scalo, mentre il ferito veniva trasportato d’urgenza in ospedale dal 118, ha provveduto a identificare gli altri quattro presenti. In serata i due presunti aggressori, il conducente della Bmw e l’amico, sono stati arrestati con l’accusa di lesioni personali gravissime, aggravate dal pericolo di vita, e violenza privata e continuata in concorso. Si tratta di un “tassista” di 45 anni, originario di Fano e residente a Pesaro, e di un riminese di 39 anni, impiegato nel settore della ristorazione. Entrambi sono difesi dall’avvocato Moreno Maresi. Accertamenti sono in corso, in collaborazione con la Squadra mobile, per ricostruire l’eventuale contesto nel quale è maturato lo scontro, sia l’esatta dinamica del ferimento. Gli accusati avrebbero sostenuto che la caduta del giovane, durante i reciproci strattonamenti, sarebbe stata accidentale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000