Martedì 27 Settembre 2016 | 10:42

MONTE FUMAIOLO

Sant'Alberico, giorni di spiritualità monastica

L'eremo è da oltre un anno in attesa dell'eremita e intanto viene organizzata una settimana di iniziative

Sant'Alberico, giorni di spiritualità monastica

SANT’ALBERICO. Nessun eremita ? Tanti eremiti. In mancanza del nuovo eremita a Sant’Alberico ci si incontra per riflettere sulle esperienze di eremitaggio e per condividere momenti di “romitaggio”. Nella settimana dal 16 al 23 agosto parrocchia di Alfero, istituto Atlantis e associazione Anastasis promuovono una settimana di spiritualità monastica. Collaborano la Piccola Famiglia della Resurrezione di Valleripa (vicino a Linaro, nella valle del Borello), la Comunità di Camaldoli, il Patriarcato Copto ortodosso d’Italia e la associazione Amici di don Quintino.

Il programma è denso di incontri e di momenti di preghiera e spiritualità, e non mancheranno passeggiate nei boschi, sempre in un’ottica di meditazione.

Durante la settimana sarà possibile visitare la mostra iconografica “Eremiti – la spiritualità del deserto”, che poi rimarrà aperta fino a sabato 29 agosto, festa di Sant’Alberico.

Tra i relatori ci saranno anche un monaco copto, padre Orfeo Suzzi, fondatore della Comunità di Valleripa, padre Alberto Viscardi dell’Eremo di Camaldoli, don Ezio Ostolani. La direzione è affidata a don Edero Onofri, parroco di Alfero (e di ormai numerose parrocchie dei dintorni rimaste senza parroco), al quale ci si può rivolgere per chiedere informazioni e per le iscrizioni (tel.: 0543 910192).

«Da circa un anno siamo alla ricerca di un nuovo eremita – ricorda don Edero nel bollettino parrocchiale – che non solo custodisca l’eremo e accolga i pellegrini, ma sia anche la protezione del Signore sulla diocesi e tutta la vallata. Per il momento tentiamo di tenerlo aperto, l’eremo, almeno nell’estate, alternando sacerdoti e diaconi con eventuale loro gruppo di fedeli».

«L’eremo di Sant’Alberico deve continuare a vivere - continua don Edero -; avvertono l’esigenza i tanti pellegrini che ogni giorno salgono all’eremo per una preghiera o per ricevere una parola di esortazione e di conforto».

Alberto Merendi

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