Domenica 25 Settembre 2016 | 15:59

PAURA A MARINA CENTRO

Rapinata con una bottiglia rotta alla gola:il bandito minaccia la donna e il bambino

Lo sconosciuto entra nell'auto mentre lei parcheggia e porta via una borsa con 700 euro

Rapinata con una bottiglia rotta alla gola:il bandito minaccia la donna e il bambino

RIMINI. Tornava a casa dopo aver chiuso il bar, assieme al figlio, un ragazzino in età scolare, ma al momento di parcheggiare sotto casa, nella zona di via Misurata a Marina centro, uno sconosciuto è entrato nella macchina e, dopo...

RIMINI. Tornava a casa dopo aver chiuso il bar, assieme al figlio, un ragazzino in età scolare, ma al momento di parcheggiare sotto casa, nella zona di via Misurata a Marina centro, uno sconosciuto è entrato nella macchina e, dopo aver spaccato una bottiglia di birra, ha minacciato di tagliarle la gola con il vetro. Il fatto è accaduto attorno a mezzanotte e mezza. Il rapinatore, seduto sul sedile posteriore accanto al bambino, avrebbe voluto che la conducente abbassasse i finestrini e rimettesse in moto la vettura per non insospettire le decine di persone sedute ai tavolini all’aperto di un bar. La donna però ha implorato il bandito di non fare del male né al figlio né a lei e ha consegnato allo sconosciuto la borsa che aveva con sé, appoggiata sul sedile del passeggero. Dentro, oltre ai documenti, c’era l’incasso della serata, poco più di settecento euro in contanti. L’uomo, descritto come un nordafricano piuttosto alto e magro, ha dato un’occhiata al contenuto e una volta intraviste le banconote è uscito senza fiatare dalla macchina, scappando di corsa in strada (ha fatto rapidamente perdere le sue tracce). La signora, una quarantenne originaria di una località del centro Italia e residente a Rimini (viene omesso ogni ulteriore particolare capace di rendere identificabile il minore coinvolto nella vicenda), per prima cosa si è sincerata del fatto che il figlio stesse bene e non fosse rimasto ferito dall’incursione del rapinatore. Poi, abbracciata al bambino, si è precipitata verso i tavoli del bar all’aperto chiedendo aiuto. «Abbiamo visto la donna uscire dall’auto e correre nella nostra direzione - racconta Valentina, una giovane testimone che si trovava nel locale con una compagnia di amici - Lei era in lacrime e il ragazzino aveva il terrore dipinto in faccia. Nessuno di noi si era accorto di niente. Soltanto dopo il suo racconto, e in attesa dell’arrivo dei carabinieri, abbiamo capito quello che era accaduto». I primi ad accorrere, su segnalazione di un cittadino, sono stati i militari della stazione dell’Arma. I carabinieri, nel tentativo di identificare il responsabile, hanno effettuato i rilievi all’interno dell’abitacolo della vettura, individuato frammenti di vetro che potrebbero provenire dalla bottiglia rotta allo scopo di trasformarla in arma e raccolto la testimonianza dell’obiettivo dell’aggressione. L’impressione è che si sia trattato dell’opera di un balordo (descritto con un braccio fasciato) e non di un vero e proprio agguato “mirato” all’incasso serale del bar. Una considerazione che non toglie drammaticità a un episodio accaduto in una zona di mare illuminata e frequentata.

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