A TAVOLA COI PIEDI SULLA SABBIA

"Da Claudio", cucina romagnola autentica e atmosfera retrò

di LAURA GIORGI

"Da Claudio" si riscopre e una cucina romagnola autentica e l’atmosfera anni Sessanta e Settanta

A volte quell’idea della spiaggia di quando si era bambini: i gelati del bar, la frutta caramellata dal carretto sulla battigia, i nonni che giocavano a bocce coi tedeschi, tutto nello stesso posto dove si tornava tutti gli anni, e il bagnino ti accoglieva come un parente. A volte la voglia di stare in vacanza ma sentirsi praticamente a casa, capita. Allora, bisognerebbe prendere la macchina del tempo per ritrovare quell’atmosfera balneare casereccia e anche alcuni suoi sapori. Anzi, a dir la verità la macchina del tempo non serve, basta fare un salto a Rivazzurra. Lì dove la costa sud riminese è sempre pop e nella cucina dello stabilimento balneare ci stanno un cuoco, o una cuoca, e non necessariamente uno chef, può capitare di trovare qualche briciola della propria infanzia e con essa anche un po’ di libertà.

Succede allo stabilimento 125 “da Claudio” dove si è liberi di non doversi indignare se si legge anche “spaghetti alla bolognese” nel menù. «Perché se il turista me li chiede non glieli dovrei dare? Fra l’altro glieli facciamo buoni, e magari gli facciamo sapere che le tagliatelle sono meglio col ragù». A dirlo è l’omone in carne e ossa che all’ingresso del bagno campeggia ritratto invece in una sagoma di cartone ancora più grande, col menù in mano e invita a entrare. «Sembro un po’ Cannavacciuolo no? E infatti mi hanno vestito da cuoco per quello». Ma lui si chiama Alessandro Sani e non è né Claudio (che è il nome storico del bagno e non è stato cambiato) né cuoco.

A lui tocca l’accoglienza, la battuta, insomma il duro lavoro dell’oste. La cuoca è invece una atletica e giovanissima riminese, Margherita Lunardini, che in cucina detta legge, si avvale del nonno ex presidente della Coop Pescatori quando fa la spesa in pescheria, e prepara ben di più degli spaghetti come… qualche turista ancora chiede. Esempi: la pasta battuta romagnola tirata col brodo di pesce come un risotto, o i cappellacci ripieni di pesce col sugo di sogliole e i pomodorini freschi, le polpette di pesce e i classici tagliolini con il mare sopra, il fritto di pesce, sardoncini e spiedini che Margherita cuoce al forno perché la cucina è mignon e le griglie occuperebbero tutto il posto, ma sono sempre molto richiesti e quindi apprezzati.

Il menù è stampato sulle tovagliette, ma è “fisso” solo in apparenza: in realtà sughi, insalate di mare, fritti e taglieri cambiano «a seconda di quello che i pescatori pescano e noi riusciamo a portare a casa». Pesce fresco che si pulisce quando la stagione si fa intensa almeno due volte al giorno, per il pranzo e per la cena, perché appunto di spazio da “stivare” scorte ce n’è poco, e ci guadagna il gusto per chi prende posto ai tavoli (un’ottantina al massimo i posti a sedere), e non a caso quando si fa sera molti sono del luogo. I prezzi sono a loro volta davvero pop.
Contatto: 340 1774069.

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