Venerdì 30 Settembre 2016 | 06:55

ALL'APOLLO

Il Sigillo di Caterina Sforza per Francesco Guccini

Il Sigillo di Caterina Sforza per Francesco Guccini

FORLÌ. Trecento persone che per riuscire a trovare un posto a sedere al cinema-teatro Apollo si erano pazientemente messe in fila davanti all’ingresso ore prima delle fatidiche 20.45 segnalate, i primi addirittura poco dopo le 16, almeno altre 200 che al momento dell’arrivo di Francesco Guccini a Forlì sono, invece, rimaste fuori dalla storica, ma purtroppo piccola sala, senza potere assistere alla presentazione del suo ultimo libro, il “Nuovo dizionario delle cose perdute”.
Un successo ben oltre le attese, quindi, quello del ritorno in città del 74enne cantautore che dopo avere affollato nel 2013 il Salone Comunale ha attirato venerdì sera ancora più ammiratori e tra questi anche tantissimi, giovani alcuni dei quali giunti persino con la chitarra a tracolla per farsela autografare.
Se molte delle persone rimaste fuori dall’Apollo hanno progressivamente desistito e altre verso la fine dell’incontro organizzato dalla Biblioteca comunale “Saffi” sono comunque riuscite alla spicciolata a entrare rimanendo in piedi a bordo platea, chi ha potuto seguire il colloquio di Guccini sin dall’inizio è stato ampiamente ripagato nelle proprie aspettative. Immutata e forse immutabile la sua capacità di ipnotizzare e divertire con un fiume in piena di ricordi e aneddoti della Bologna e Modena che furono legati alla sua vita e ai luoghi ed oggetti che l’hanno contraddistinta. In un’ora e mezza abbondante nella quale protagoniste sono state anche le domande del pubblico che ancora sogna di sentirlo nuovamente comporre e cantare (ma lui ha negato che tornerà a farlo) a salutare Francesco Guccini a nome della città sono stati anche l’assessore alla Cultura Elisa Giovannetti e il sindaco Davide Drei.
Quest’ultimo, visibilmente emozionato, ha donato al cantautore il Sigillo in argento di Caterina Sforza, la massima onorificenza cittadina a testimonianza della stima e dell’amicizia reciproca che ormai lega i forlivesi e il “poeta della canzone”.

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