Martedì 27 Settembre 2016 | 19:14

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Escrementi sulle immagini sacre

Profanata ieri mattina la chiesa di Santa Maria del Fiore. Il parroco don Luigi Burchi accusa: «E' opera di satanisti»

Escrementi sulle immagini sacre

FORLÌ. Escrementi e sputi per imbrattare le immagini sacre nella Chiesa di Santa Maria del Fiore in via Ravegnana: un quadro di Padre Pio e un altro raffigurante il Cristo, ma anche la statua della Vergine e il telo bianco sull’altare. Un episodio che il parroco don Luigi Burchi non esita a definire «opera di satanisti».

L’allarme è stata lanciato ieri attorno alle 7.30, quando il luogo di culto riapre ai fedeli dopo la chiusura notturna. Difficile ipotizzare il momento nel quale gli ignoti vandali hanno colpito, certo è che domenica sera la chiesa era in ordine.

Sul posto una pattuglia del Radiomobile della Compagnia di Forlì e gli uomini della Digos, che hanno svolto con cura tutti i sopralluoghi del caso, parlando con il sacerdote che il 23 settembre 2012 ha preso in carico la parrocchia raccogliendo la non facile eredità dei frati Cappuccini, in partenza da Forlì dopo cinque secoli di permanenza. Desolante e mortificante il panorama che si è presentato al sacerdote. Gli escrementi erano stati letteralmente spalmati sul volto del Cristo, raffigurato da un quadro alla base degli scalini che portano all’altare; sull’effigie di Padre Pio, venerata dal nutrito Gruppo di preghiera che ogni 23 del mese si ritrova nella chiesa per recitare il rosario; sulla tovaglia bianca che copre l’altare e, infine, sulle mani giunte della statua della Madonna, dalle quali è stato anche strappato il rosario. Su tutti i quadri, poi, lo sfregio degli sputi. Nessuna traccia di effrazione di porte o finestre. Probabilmente tutto si è svolto in pochi minuti, sfruttando l’assenza di persone e quella di telecamere di sorveglianza. La chiesa, fra l’altro, anche nel recente passato era stata oggetto di alcuni furti di arredi sacri e solo dieci giorni fa era scomparsa la statua di un Bambin Gesù sopra il fonte battesimale. Don Burchi ha ribadito agli inquirenti le proprie convinzioni sulla pista satanica, ma le indagini sono aperte a 360 gradi, abbracciando la volgare bravata o la vendetta nei confronti della parrocchia per un presunto sgarbo subìto.

 

 

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