Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 21:10

IL CASO IN TRIBUNALE

Non pagò l'Iva per la crisi: assolto

Imprenditore aveva un debito di 80mila euro, ma preferì saldare i dipendenti

 Non pagò l'Iva per la crisi: assolto

FORLÌ. Non pagare l’Iva ai tempi della crisi economica non è reato. A sancirlo una recente sentenza della Corte Costituzionale. Per questo, uno dei primi casi in città, un imprenditore edile cinquantenne di Forlì è stato assolto dal giudice Antonella Zatini. Nel 2007 l’uomo, pur presentando regolarmente denuncia dei redditi, non aveva versato gli 80mila euro di Iva che doveva. Un accertamento dell’Agenzia delle entrate aveva l’anno successivo evidenziato la mancanza, facendo scattare una denuncia penale. Una situazione dolorosa per l’uomo il quale, pagando regolarmente i suoi dipendenti e dichiarando alla luce del sole il suo fatturato, non aveva proprio la possibilità di regolare i conti con il Fisco. Una situazione purtroppo comune a molti altri imprenditori in questi anni di crisi, dove spesso diventa complicato pagare lavoratori e tasse. Tanto comune che la Corte Costituzionale è dovuta intervenire per esprimersi su questi episodi, sancendo che in caso di omesso versamento dell’Iva, per una quota dai 50 ai 100mila euro, non si può contestare il reato penale. Certo, sul piano civile si deve dimostrare un piano di rientro credibile, ma almeno non si rischia più nulla sul fronte penale, visto che un processo per il mancato pagamento dell’Iva riserva secondo quanto stabilito dal Codice penale condanne fino a 5 anni. Anche a Forlì sempre più persone in difficoltà dal punto di vista tributario, si rivolgono agli avvocati per impugnare la denuncia penale. Non si tratta, sia ben chiaro, di evasori che non hanno dichiarato nulla al Fisco, ma imprenditori che non hanno risorse per saldare il loro debito, che per non chiudere la loro attività sono costretti a comportarsi così. L’altro giorno l’imprenditore edile, difeso dall’avvocato Giovanni Principato, si è presentato davanti al giudice monocratico Antonella Zatini (pubblico ministero Francesco Buzzi), trovando una sponda dalla recente sentenza dalla Corte Costituzionale. Quel debito di 80mila euro dovrà essere saldato, ma almeno dal punto di vista penale l’uomo è stato assolto perchè il fatto non è previsto come reato. In coda ci sarebbero un centinaio di persone con lo stesso problema, pronte a discutere la propria posizione in tribunale.

Gavino Cau

 

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