ECONOMIA

La Cna aiuta i piccoli artigiani ad esportare

Iniziativa su scala romagnola Un sito con dati significativi

16/01/2014 - 10:43

La Cna aiuta i piccoli artigiani ad esportare

FORLÌ. «C'è bisogno di avvicinare le piccole attività ai mercati internazionali». Questa la carta per superare la recessione. Lo pensa la Cna di Forlì-Cesena, che insieme alla “cugina” ravennate ha attivato un sito internet per porsi a fianco delle imprese in questa sfida decisiva.

Sportello artigianato. E' lo sportello raggiungibile all'indirizzo www.cnaromagnaestero.it che mette a disposizione informazioni pratiche per esportare nei vari Paesi esteri, permette di calcolare quello che viene definito “il proprio grado di esportabilità” e su richiesta mette in contatto con esperti o consulenti in grado di realizzare quei contatti che si rendono necessari in ogni operazione di autentica transazione.. «La piccola dimensione che in questi casi è un limite, si annulla nel momento in cui si può accedere a servizi specifici e fare filiera con altri imprenditori - spiega il direttore generale della Cna Forlì-Cesena, Franco Napolitano - ed è proprio quello che si tenterà sempre più di fare con supporto tecnico e specializzato». In Provincia, secondo i dati dell’ente camerale, sono 45mila le aziende attive, ma solo mille esportano abitualmente verso l’estero.

La necessità. «Ecco perché un intervento in questo campo è necessario – sottolinea ancora Napolitano – si è visto che chi ha introdotto innovazioni e chi si è rivolto a mercati internazionali ha reagito meglio agli anni di crisi. Stimiamo che delle nostre 7mila associate almeno il 10 per cento possa essere direttamente coinvolto da questa opportunità e cominciare a guardare anche ai mercati esteri».

Tre macro aree. La piattaforma si suddivide in tre macro-aree, servizi specialistici, nuovi mercati e formazione, e sono gratuiti. Per alcune funzioni l'associazione di piccole e medie imprese di Forlì, e la Cna di Ravenna, ha attivato delle convenzioni con società che possono fornire figure specializzate quali il “temporary export manager”, come con la Comark di Bergamo. «La scelta di internazionalizzarsi non nasce oggi - dice Roberta Alessandri, imprenditrice del settore moda – ma adesso è vitale. Su questi mercati si resta però solo se si hanno le basi: bisogna conoscere le culture con cui si entra in contatto e come si formano le tendenze degli acquisti. Avere un supporto può essere decisivo anche perchè le redditività di certi fatturati si ottiene soltanto se si riesce a guardare con attenzione ai nuovi mercati con tutto quello che ne consegue».

Elisa Gianardi

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