Martedì 06 Dicembre 2016 | 16:58

ECONOMIA

Bonfiglioli Trasmital, futuro in crescita puntando sull'eolico

Fausto Carboni

FORLÌ. Il vento soffia alle spalle della “Bonfiglioli” e spinge sempre più in alto il fatturato e la copertura del mercato globale che l’azienda sta riuscendo a conquistarsi grazie a un settore produttivo che la contraddistingue da oltre tre decadi, ma che proprio in questo ultimi 8 anni, per molti di crisi, sta dimostrandosi estremamente importante e in crescita media del 6 per cento annuo. Parliamo degli impianti eolici e nella fattispecie dei sistemi per il controllo e il movimento delle navicelle e delle pale delle turbine di medie e grandi dimensioni, quelle la cui potenza va da un minimo di 1,5 sino agli 8 megawatt.

“Bonfiglioli Trasmital” proprio nel suo stabilimento di Forlì progetta, produce e assembla tutti i riduttori per l’orientamento e il controllo del passo della serie “700T” i quali, poi, vengono completati con i motori e le strumentazioni elettroniche (i cosiddetti inverters) realizzati in altre unità produttive della propria divisione industriale e, infine, testati e spediti dalla Romagna oltre i confini nazionali. Sì, perché come spiega Fausto Carboni, general manager Mobile e Wind Business Unit di “Bonfiglioli”, «tutto quanto viene creato in questo settore viene esportato non essendo presenti in Italia stabilimenti per la produzione di impianti eolici di grandi dimensioni». Il mercato, infatti, è tutto estero a partire dalla Germania, primo cliente dei riduttori forlivesi, per passare poi a Stati Uniti, Spagna e Danimarca. In espansione anche Cina e India, dove l’azienda copre l’intero fabbisogno, e Brasile dove il Governo locale sta cercando di dare impulso all’eolico. Se le leggi locali impongono che in questi tre Paesi “Bonfigliol” debba produrre in loco, resta il fatto che ormai un terzo dell’impianto di Forlì che occupa 650 dipendenti, sia dedicato proprio a questa linea presentata con successo a fine settembre al “Wind Energy” di Amburgo e sino a questa sera al salone “China Windpower” di Pechino. I capannoni di via Mattei realizzano ogni giorno tra i 250 e i 300 riduttori per turbine eoliche, 80 dei quali sono “giganti” da oltre 160 centimetri per 500 chili destinati a quelle di maggiori dimensioni, ossia dotate di navicelle da 160 metri e pale da oltre 70. Uno sforzo notevole - basti pensare che per ogni singolo impianto vanno installati 7 riduttori – che il mercato ripaga. «Attualmente sui 650 milioni di euro di fatturato del nostro Gruppo, la Business Unit di cui Forlì fa parte ne detiene 350 e lo stabilimento romagnolo da solo fattura sull’eolico oltre 80 milioni sui 270 che ne rappresentano la produzione complessiva. In pratica Forlì detiene il 28 per cento del mercato mondiale dei sistemi di orientamento e controllo di passo».

Dalla tedesca “Vestas” alla cinese “Goldwind” sino a “General Electrics”, sui primi 10 produttori mondiali, ben otto sono clienti della “Bonfiglioli” che ora, ottenuto un finanziamento dall’Unione europea, svilupperà ricerca e produzione su componenti realizzati con leghe leggere.

 

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