Martedì 27 Settembre 2016 | 05:37

SCUOLE IN DIFFICOLTA'

Graduatorie in ritardo, mancano gli insegnanti

Graduatorie in ritardo, mancano gli insegnanti

FORLÌ. Buchi nella didattica: la scuola è iniziata da dieci giorni ma ci sono molte ore di lezione ancora scoperte. «E’ un problema esploso quest’anno» denuncia Fabio Gramellini, preside delle scuole medie “Orsini” e “Palmezzano”.

In pratica gli istituti ancora non hanno tutti gli insegnanti per assicurare il regolare svolgimento di tutte le lezioni, così come indicato dall’offerta formativa. Coinvolte soprattutto le materie che hanno dalle 2 alle 6 ore settimanali: «Ci sono stati ritardi nella compilazione delle graduatorie perché il ministero ha dato il via alle operazioni di rinnovo in piena estate» fa eco Giancarlo Garoia della Cisl scuola. Si avvicina la fine del mese, e le assegnazioni delle cattedre - si parla di posti da precari, in scadenza a giugno 2015, reclutati in base ai punteggi - non hanno ancora raggiunto un punto fermo.

«Nelle mie scuole, che ospitano nel totale circa 2mila alunni, mancano ancora 20 docenti, su un organico di circa 120 - lamenta il dirigente della media -. Scoperte sono ore di francese, tecnica e altre materie. Visto che i tempi morti, per il prolungarsi delle assegnazioni, erano davvero troppi, ho dovuto fare ricorso a delle nomine di breve durata, da una o due settimane, di professori che lasceranno quando entreranno poi gli aventi diritto, ma è chiaro che stare a scuola così non è ottimale». Le alternative al balletto di supplenze sono quelle di lasciare le classi al controllo dei bidelli, o di coprire i momenti vuoti con personale interno. «Però quando gli insegnanti di ruolo fanno più ore vanno pagati, è chiaro che è una soluzione di emergenza che non può durare a lungo». Una svolta dovrebbe profilarsi entro la settimana. «Mi auguro che a giorni siano pronte le graduatorie mancanti - parla il sindacalista - che quest’anno devono essere tutte rinnovate, quindi un lavoro complesso e segnato, spesso, dai contenziosi. Le cose non sono facilitate dal fatto che ci sono stati notevoli ingressi da fuori provincia, gente che si sposta per cercare lavoro. Tutte queste domande vanno valutate una ad una, e il ministero ha dato il via solo a luglio. Era prevedibile questa dilatazione. Lo stesso si ripeterà per il personale ausiliario e i bidelli. Le tempistiche andrebbero riviste, e bisogna anche dire che il Provveditorato si dà da fare, ma si trova a lavorare gravemente sotto organico».

 

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