Lunedì 26 Settembre 2016 | 03:56

CASSAZIONE

Violenza, condannato il "Mago della Sfinge"

Il 65enne Girolamo Mazzoccoli arrestato dopo il definitivo di pena di 8 anni e 2 mesi

 Violenza, condannato il "Mago della Sfinge"

FORLÌ. Primo epilogo per la lunga vicenda processuale di Girolamo Mazzoccoli, 65 anni, al secolo il “Mago della Sfinge”, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 8 anni e due mesi di reclusione per il reato di violenza sessuale ai danni di una donna, all’epoca dei fatti 22enne, cesenate, tra le clienti del suo studio dove prometteva di liberare dal malocchio o di risolvere problemi amorosi. La sentenza ha prodotto sabato scorso l’arresto di Mazzoccoli, originario della Puglia ma ancora residente a Forlì, da parte dei Carabinieri di San Martino in Strada che hanno portato l’uomo nella Casa circondariale della Rocca.

La decisione della Suprema Corte, presa il 17 aprile scorso, rappresenta l’ultimo grado di giudizio dopo che la Corte d’Appello, il 13 novembre del 2012, aveva emesso una condanna a 10 anni.

Ma a quel processo si era arrivati dopo che nel giugno 2011 la stessa Cassazione aveva annullato la prima condanna di Mazzoccoli a 15 anni, confermata in primo e secondo grado (rispettivamente nel maggio 2008 e nel gennaio 2010), disponendo che il procedimento per violenza sessuale si dovesse rifare, annullando al contempo il reato di truffa e ritenendo prescritto quello per detenzione di materiale pornografico. Ora si è completato il “secondo giro” per i reati di cui è stata ritenuta vittima una delle parti lese, la donna che sulla propria vicenda scrisse anche un libro intitolato “Plagiata. La mia vita nelle mani del mago”, edito da Mondadori. Fu lei, nel 2003, a denunciare violenze e soprusi e a far arrestare per la prima volta il mago che aveva uno studio in via Falterona nel quartiere Cava. Analogo iter deve completarsi per la quantificazione della pena per i reati commessi ai danni di una seconda parte civile. Per il “Mago della Sfinge” potrebbe, quindi, arrivare un ulteriore appesantimento della condanna appena comminata dalla quarta sezione penale della Cassazione.

 

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