Giovedì 08 Dicembre 2016 | 21:04

L'EVENTO

Duecento forlivesi per i due Papi

Pellegrini guidati dal vescovo Lino Pizzi domani a Roma per la cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

 Duecento forlivesi per i due Papi

 

FORLÌ. Sarà lo stesso vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi a guidare la carica dei circa 200 forlivesi che, domani, a Roma, prenderanno parte alla cerimonia di canonizzazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. La maggior parte viaggerà su pullman allestiti dall’Ufficio diocesano per i pellegrinaggi e per le comunicazioni sociali, con l’apporto tecnico dell’agenzia viaggi Ramilli. Ma non manca chi ha manifestato l’intenzione di raggiungere la Capitale con mezzi propri.

L’evento. Per Roma si prevede una giornata epocale: alcuni siti, basandosi anche sul tutto esaurito degli alberghi dell’Urbe, prevedono sino a 2 milioni di persone. La partenza dei pullman da Forlì prevista per l’una di notte, potrebbe anche non bastare a garantire l’ingresso in piazza San Pietro. Il sito della Santa Sede riporta che non sono previsti “pass” d’accesso alla piazza, con il “rischio” di dover assistere alla canonizzazione dal viale della Conciliazione. Chi non si pone minimamente il problema è il giovane parroco di Civitella di Romagna don Massimo Masini: «E’ un evento imperdibile, Roncalli e Wojtyla sono due pontefici che hanno radicalmente innovato la chiesa, farò di tutto per esserci». Papa Francesco inizierà la messa di canonizzazione alle 10. Se il pontefice polacco, scomparso a Roma il 5 aprile 2005, rimarrà negli annali per la canonizzazione più veloce nella storia della chiesa, Roncalli, detto il “papa buono”, sarà issato alla gloria degli altari a furor di popolo, senza che sia stato accertato quel secondo miracolo richiesto dalla legislazione canonica.

Wojtyła. Karol Józef Wojtyła è stato proclamato “santo subito” per l’aura virtuosa che lo ha accompagnato anche prima della morte. All’attivo, San Karol ha anche le guarigioni miracolose di suor Marie Simon-Pierre Normand, malata di morbo di Parkinson fino alla notte risanatrice del 3 giugno 2005, e di Floribhet Mora, donna costaricana che la sera dell’1 maggio 2011, giorno della beatificazione di Wojtyla, rivelò di non aver più il benché minimo segno della lesione cerebrale che l’aveva colpita.

Roncalli. Angelo Giuseppe Roncalli diviene santo in esito alla procedura detta “pro gratia”, per espressa volontà di papa Francesco. La legislazione canonica prevede infatti che, per motivi di opportunità, si possa procedere alla canonizzazione di un beato anche senza la certificazione consueta di un nuovo miracolo. Nel suo caso basta e avanza la guarigione improvvisa, avvenuta a Napoli il 25 maggio 1966, di suor Caterina Capitani, delle Figlie della Carità, affetta da una gastrite ulcerosa emorragica gravissima, che l’aveva già ridotta in fin di vita. La messa della duplice canonizzazione passerà alla storia anche per la presenza di due pontefici viventi: Francesco ha infatti invitato alla cerimonia anche il papa emerito Ratzinger. Al termine sarà già possibile pregare in San Pietro sulle tombe dei due nuovi santi.

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