FORLI'

A Forli' ex dipendenti ricomprano la Butos e fondano una coop

L’impresa che confeziona bustine di zucchero rinasce dopo il fallimento grazie all’investimento di alcuni ex lavoratori

di ELEONORA VANNETTI

02/10/2018 - 07:14

A Forli' ex dipendenti ricomprano la Butos e fondano una coop

FORLI'. Dare nuova vita a un’impresa in crisi, così a Forlimpopoli alcuni dipendenti grazie al modello cooperativo hanno creato la “Nuova Butos”.

La rinascita

Nata dalle ceneri della vecchia attività, la cui proprietà prima della cessazione totale nel 2017 era al cento per cento del gruppo Sfir spa, è stata acquistata all’asta dagli stessi dipendenti per un valore di 152mila euro. «Il nostro progetto – puntualizza l’attuale presidente della “Nuova Butos”, Fabio Moretti – è nato grazie alla volontà dei dipendenti che, pur di preservare il proprio posto di lavoro, hanno accettato le condizioni necessarie a far ripartire l’attività di questa impresa che da sempre si occupa del confezionamento e della vendita di bustine di zucchero ed altri prodotti alimentari per il settore degli alberghi, ristorazione e caffetteria». In particolare, con la collaborazione di Confcooperative, la nuova cooperativa di “Workers buyout(Wbo)” ha coinvolto gran parte dei lavoratori della vecchia “Butos srl”: per la precisione su 31 dipendenti ben 22 hanno collaborato alla costituzione della nuova impresa e 13 di essi sono attualmente soci.

I lavoratori

«Conoscevamo il mercato perché eravamo nel settore da diverso tempo – prosegue Moretti –, non tutti i vecchi dipendenti hanno deciso di appoggiare questo percorso, in quanto per avere un progetto che fosse equilibrato dal punto di vista finanziario abbiamo deciso di ridurre il salario rispetto a quanto percepito fino a quel momento. Non solo, di recente abbiamo approvato un investimento importante per il futuro, dovremmo riuscire a produrre oltre 3mila tonnellate di bustine di zucchero, un grande volume in termini quantitativi, da poter rifornire anche grossisti e la grande distribuzione».

La “Nuova Butos” ha avviato la sua attività ad aprile del 2018 riuscendo a salvare gran parte dei posti di lavoro e raccogliendo l’eredità operativa e di mercato della vecchia società, irrimediabilmente chiusa. «Questo è un esempio emblematico, Confcooperative attraverso strumenti come “StartCoop” ha individuato attraverso la cooperazione nuove forme che corrispondono anche ai nuovi bisogni di un territorio – concludono il presidente e il direttore di Confcooperative Forlì-Cesena, Mauro Neri e Mirco Coriaci –. In questo caso si è favorito la nascita di una nuova impresa in cui i dipendenti hanno investito il loro Tfr o liquidazione. Solo nel 2017 nel nostro territorio sono sorte oltre 40 imprese analoghe, ciò significa che le persone hanno saputo fare la differenza e credere nel futuro rispondendo alla crisi».

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