FORLI'

Ricercato da due anni e mezzo, pusher arrestato dalla polizia di Forlì

In auto con un altro volto noto alle forze dell'ordine che aveva chiesto indulgenza: "garantisco io per lui"

03/09/2018 - 16:06

Ricercato da due anni e mezzo, pusher arrestato dalla polizia di Forlì

FORLI'. Da due anni e mezzo era ricercato poiché colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del riesame di Bologna in merito ad una indagine antidroga svolta nel territorio di Ravenna. Si muoveva di notte, con l’aiuto di amici gravitanti nell'ambiente dello spaccio, il 39enne marocchino la cui latitanza è terminata l'altra notte davanti ad un equipaggio delle Volanti della Questura di Forlì. Sono le 2 di notte, ed il capo pattuglia, come da direttive di servizio, si appresta a iniziare un posto di controllo veicolare lungo l’asse Forlì-Faenza. La prima auto alla quale viene intimato l’alt è una Toyota Yaris all’interno della quale ci sono tre persone. Alla guida una vecchia conoscenza, un 30enne forlivese pregiudicato, che proprio per il fatto di essere ormai ben conosciuto dai pattuglianti insiste affinché venga chiuso un occhio. "Sono io, ormai mi conosci da 20 anni, lasciaci andare che è tardi e abbiamo sonno". Anche la sua ragazza, seduta a fianco a lui, insiste allo stesso modo, sperando così di stimolare una certa indulgenza nel controllo. L’uomo che invece si trova nel sedile posteriore tradisce un tentativo di nascondersi, finge di essersi addormentato, non risponde agli agenti. Per lui parla ancora l’autista "è un bravo ragazzo, lo conosco da tempo, ha moglie e due figli, la moglie lo aspetta, dai facci andare via, garantisco io per lui". Gli agenti non si fidano e invitano i tre a scendere. Lo straniero non ha i documenti, dice di essere marocchino e sostiene di avere il permesso di soggiorno ma con il nome che ha dichiarato non risulta nulla. Quando capisce che i poliziotti sono decisi ad andare a fondo, in un attimo sfila via e scappa per i campi. Gli agenti lo inseguono, nasce una colluttazione, ma viene subito braccato e ammanettato. Portato in Questura e rilevate le impronte digitali, al suo nome – diverso da quello che aveva dato prima - risulta collegato un provvedimento di custodia cautelare in carcere ancora pendente,  disposto dal Tribunale del Riesame di Bologna su un procedimento penale relativo ad una importante indagine antidroga svolta tra Ravenna e Faenza nel 2015, ove lui era il protagonista principale, punto di riferimento del piccolo spaccio di piazza di Faenza e dintorni per cessioni di cocaina e hashish. All'uomo sono state contestate le accuse di resistenza e false attestazioni sulla propria identità.

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