FORLI'

Contagio da West Nile Virus, tre casi: uomo in ospedale, due già dimessi

Il 58enne ricoverato in Medicina d’Urgenza, mentre una 36enne e un 26enne ora stanno bene

di GAVINO CAU

18/08/2018 - 08:25

Contagio da West Nile Virus, tre casi: uomo in ospedale, due già dimessi

FORLÌ. Un uomo di 58 anni ricoverato, una donna di 36 e un ragazzo di 26 anni dimessi dopo qualche giorno in ospedale. Sono tre a Forlì i casi di malattia causata da West Nile virus. Nuove misure sono già state adottate per contrastare il fenomeno, che a Faenza ha causato anche il decesso di un’anziana di 85 anni.

Il vertice

Dopo i diversi casi verificatisi, l’Ausl Romagna ha attivato, tra giovedì e ieri, tavoli di coordinamento con le amministrazioni comunali dei diversi territori e le aziende private che eseguono la disinfestazione per conto dei Comuni, per definire, in maniera uniforme nel territorio romagnolo, l’attivazione di nuove, ulteriori misure di prevenzione. È stato deciso di rafforzare le azioni di lotta alle zanzare già previste dal Piano regionale per la sorveglianza e il controllo delle malattie trasmesse dall’insetto vettore, e già attuate in tutti i comuni della Romagna.

L’allarme

Già alla fine del mese di luglio il Comune di Forlì aveva emanato un’ordinanza, in vigore fino al 31 ottobre, rivolta a tutti i soggetti che organizzano manifestazioni pubbliche che comportino il ritrovo di molte persone in ore serali e notturne, con l’obbligo di effettuare il trattamento preventivo. Da allora però pare che il fenomeno non solo non si sia affievolito, ma abbia portato anche a casi di contagio. Tre quelli accertati dall’Ausl Romagna. Due già risolti: quello di una donna di 36 anni che vive a Forlimpopoli e quello di un giovane 26enne che vive a Forlì. Entrambi hanno superato il virus e ora stanno bene e sono stati dimessi. Resta ricoverato nel reparto di Medicina d’urgenza, invece, un 58enne forlivese, già con precedenti patologie, che ha manifestato il virus dopo la puntura di una zanzara. Altri casi sospetti sono al vaglio dei sanitari e per ora non rientrano nel conteggio dei contagiati.

Le misure

Il contrasto si concretizzerà con l’aumento della frequenza dei trattamenti antilarvali su suolo pubblico, con distribuzione dei prodotti larvicidi ogni 15 giorni fino al 30 settembre; l’effettuazione, con frequenza settimanale, di interventi adulticidi nelle aree verdi di pertinenza di ospedali e case di cura, nonché di strutture socio-assistenziali per anziani. Anziani che, insieme a persone con patologie croniche in atto, sono più vulnerabili. La malattia non si trasmette da uomo a uomo e la persona malata non è in grado di infettare la zanzara. Siccome gli uccelli sono il serbatoio del virus, la zanzara, che ne è il vettore, si infetta pungendo uccelli infetti e, infettatasi a sua volta, può occasionalmente trasmettere la malattia all’uomo. L’Azienda Usl diffonderà pieghevoli informativi per i cittadini, sulle misure appropriate per proteggersi dalle zanzare e per ridurre la proliferazione delle stesse. È importante, infatti, che i cittadini attuino con scrupolo e costanza, negli spazi esterni delle proprie abitazioni, la rimozione di tutti i ristagni d’acqua eliminabili e il trattamento periodico con prodotti larvicidi dei ristagni non eliminabili, come le caditoie di raccolta di acqua piovana. Informazioni utili sono consultabili anche sul sito www.auslromagna.it.

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